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Il primo obiettivo diventa il Tour in calendario anche la Vuelta

Il primo obiettivo diventa il Tour in calendario anche la Vuelta

SASSARI. Distrutto, statene certi. Fabio Aru non pensava ad altro e ad altro non pensava sin da quando ha saputo che il Giro del Centenario sarebbe partito dalla Sardegna, con le tre tappe Alghero-Olb...

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SASSARI. Distrutto, statene certi. Fabio Aru non pensava ad altro e ad altro non pensava sin da quando ha saputo che il Giro del Centenario sarebbe partito dalla Sardegna, con le tre tappe Alghero-Olbia-Tortolì-Cagliari. Sorrideva alla PedalAru, che anche nel 2016 a fine autunno aveva unito i risvolti sociali (una donazione ai terremotati di Arquata) al piacere dell’incontro con i concittadini e i fans, che per una domenica mattina hanno pedalato vicino e insieme a lui. Testimoni i dirigenti del fan club, che ormai ha ampliato l’orizzonte ben oltre i confini della Sardegna.

Aru capitano della kazaka Astana, che da migliaia di chilometri da Villacidro ha colto estro e qualità dell’ex campioncino di ciclocross e l’ha accolto in seno timbrandogli il passaggio al professionismo e affidandogli squadra e gradi di capitano unico dopo i recenti saluti di Nibali. Aru che ha risposto alla grande con due podi al Giro e la vittoria alla Vuelta nel 2015, e che anche la scorsa stagione all’esordio al Tour de France è andato alla grande, sesto da esordiente fino alla penultima cruciale tappa che l’ha visto vivere e morire la sua prima vera crisi, della quale fare lezione. Niente Giro quest’anno, ed è una punzizione. Da riscattare con un grande Tour. E magari con un bis alla Vuelta. Forza, Fabio. (mac)

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