Milan-Inter, il derby della Madonnina guarda al Sol levante
Oggi a mezzogiorno tutto esaurito per la stracittadina Ora entrambe le squadre sono di proprietà cinese
MILANO. Una storia a sè: il derby di Milano sfugge a ogni logica e a ogni pronostico, si sottrae alle fredde leggi dei numeri, va oltre la classifica e conserva sempre il sapore epico delle grandi sfide. Cambiano le geografie calcistiche, mutano i tempi, resta intatto il fascino. Non ci saranno Berlusconi e Galliani che hanno ceduto il Milan all’uomo d’affari cinese, Yonghong Li. L’Inter ha fatto il grande passo già da un po’ ma il capo del Suning - Zhang Jindong - resta a Nanchino: la partita la vedrà in televisione, resta in patria, business is business. Di milanese non resta molto, a parte l’amore dei tifosi più forte e travolgente che mai: San Siro sold out come non si vedeva da tempo, record di incasso, circa 4 milioni di euro, picco di telespettatori nel mondo, un boom di 860 milioni, con l’area asiatica a fare la differenza.
Il derby di mezzogiorno, una novità assoluta, è stato voluto dalla Lega serie A proprio per permettere alla Cina di seguire la partita in prima serata e non a notte fonda. Sul tavolo ci sono la maglia e l’onore ma non solo. Montella e Pioli non sono certi del loro futuro: vincere e aggiudicarsi il premio di consolazione dell’Europa League li aiuterebbe e non poco. Soprattutto l’Inter deve battere un colpo dopo la figuraccia di Crotone e il calo nel girone di ritorno, una sorta di virus di primavera che colpisce i nerazzurri con sconcertante puntualità oggi come ieri. Zhang, da lontano, farà le sue valutazioni. Il “signore di Nanchino” non è certo euforico e, come ammette lo stesso Pioli, tutti sono sotto esame. L’Inter non giocherà la Champions League neanche il prossimo anno, esattamente come il Milan: il segno di un declino inesorabile che ha portato Berlusconi e Moratti a vendere le loro creature, colpa degli insopportabili costi di un calcio globalizzato e senza cuore.
L’Inter di Thohir non è mai decollata, un periodo di interregno che Zhang dovrebbe chiudere definitivamente. Il Milan, il giorno dopo il closing, gioca il derby fra attese, speranze e molte incognite dopo un periodo buio durante il quale anche l’astro di Galliani sembrava spegnersi lentamente: l’ex amministratore delegato doveva far quadrare i conti, compito ingrato da assolvere. La strada dei ’parametro zerò era l’unica percorribile. Una strategia che ha fatto inferocire i tifosi rossoneri. Neanche all’Inter le cose sono andate molto meglio: una rosa ampia ma con un valore tecnico appena sufficiente per una squadra che, se non dà tutta se stessa, rischia sempre il tracollo.
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