Una squadra in cerca di continuità
Amnesie e black out : sono questi i difetti “cronici” dei rossoblù
UDINE. Lascia l’amaro in bocca uscire dal campo a mani vuote perchè hai perso la bussola per una decina di minuti. Il gusto diventa ancora più amaro perchè sei costretto a rimandare di una settimana i festeggiamenti per la salvezza matematica. Anche se questo ultimo aspetto non è poi così negativo, considerato che stappare lo spumante davanti ai propri tifosi è tutta un’altra cosa.
Mea culpa. Il Cagliari deve recitarlo per aver “macchiato” un pomeriggio che si poteva concludere in modo diverso. In serie A i black out si pagano a caro prezzo. Ma si pagano soprattutto gli errori che la squadra continua a commettere in fase di costruzione. Rastelli dice che per dare qualità alla manovra bisogna sempre provare a giocare la palla. Il problema è che qualche volta lo si fa forzando la giocata. Regalare la sfera agli avversari in uscita, spesso si è rivelato letale. Non è un caso se quasi il quaranta per cento delle 64 reti subite dai rossoblù, sono arrivate da queste situazioni di gioco.
Note positive. Intanto Salamon. Il difensore ha confermato le cose buone che aveva fatto vedere nella gara col Chievo. Lucidità, grande concentrazione, senso della posizione. Se avesse fatto gol (Danilo gli ha negato questa gioia respingendo la sua conclusione sulla linea), sarebbe stata l’apoteosi. Segnali incoraggianti anche da Isla che da qualche settimana ha cambiato marcia. Difende, si inserisce, si propone in modo costante. Se c’erano dei dubbi sulla sua conferma, piano piano li sta cancellando.
Alti e bassi. Dopo aver fatto faville col Chievo, Joao Pedro ha fatto cilecca alla “Dacia Arena”. Il brasiliano non ha inciso, ha perso tanti palloni, non è mai riuscito a saltare l’uomo. La continuità di rendimento resta il suo tallone d’Achille. Per fare il salto di qualità deve migliorare questo aspetto.
R.M.
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