Usai: «Forse è la partita dell’addio»
Dopo sei anni il capitano annuncia la decisione di lasciare il calcio di serie D
SASSARI. A prendere la parola nell'ultimo appuntamento casalingo, chiuso con un risultato negativo, che però non può più far male alla classifica ma solo un pochino all'orgoglio, è Andrea Usai. Il bomber delle passate stagioni, che in questa si è sacrificato per la squadra, segnando di meno e lottando di più, ha indossato la fascia di capitano e non è un dettaglio, come sottolinea ai cronisti: «Ci tenevo a chiudere così, da leader. Perché questa potrebbe essere stata la mia ultima partita in casa, con questa maglia». Parole a effetto e inaspettate, dunque grande sorpresa e richieste di chiarimento, subito arrivato: «Non so se proseguirò, dopo sei stagioni con il Latte Dolce sto riflettendo sul futuro e sono quasi certo che lascerò. E' diventato complicato conciliare gli impegni di lavoro e la vita familiare con il calcio giocato ad alti livelli. La serie D è impegnativa, sono orientato ai saluti, ma vedremo». Sganciata la bomba, Usai rivolge le sue riflessioni alla gara col Rieti: «Lo scherzetto glielo avevamo già combinato all'andata, vincendo sul suo campo. Stavolta ha avuto la meglio la squadra laziale, ben più attrezzata e motivata ma noi, giocando senza pressioni e mossi solo dalla voglia di far bene, ci abbiamo provato». Un'altra prova di sacrificio? «Io sono contento di quanto ho fatto in una partita che sentivo speciale per il motivo che ormai sapete, e un golletto l'avrei segnato con piacere, ma non è andata». Esternando la soddisfazione per la raggiunta salvezza, più volte l'attaccante biancoceleste parla di promozione, un lapsus che la dice lunga sull'importanza (pari appunto a una promozione) del traguardo tagliato. Vittorioso ma anche più ombroso l'attaccante ospite (ma sassaresissimo) Luigi Scotto, che ritrova un attimo il sorriso per affermare che «è sempre bello tornare a giocare in questo stadio» ma si intristisce aggiungendo che per il Rieti «è un campionato buttato via. Restano i playoff, è vero, ma dovevamo vincerlo. Questi 3 punti? Importanti, ma forse inutili». (sa.u)
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