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Cagliari assolto, Muntari squalificato

di Roberto Muretto
Cagliari assolto, Muntari squalificato

Il giudice sportivo: i buu razzisti «pochi e isolati». Sulla vicenda interviene l’Onu: «Il calciatore del Pescara è un esempio»

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CAGLIARI. Un esempio contro il razzismo per l’Alto commissario dell’Onu, da squalifica per i regolamenti del calcio. Sulley Muntari domenica al Sant’Elia è stato protagonista di un diverbio con l’arbitro Minelli che non è intervenuto, mentre una minoranza (circa dieci) di pseudo tifosi del Cagliari assiepati nella curva Nord, intonavano cori razzisti nei suoi confronti. Il calciatore ghanese ha abbandonato volontariamente il campo e per questo (come da regolamento) è stato fermato per un turno dal giudice sportivo. La società rossoblù è stata invece assolta perchè mancano i presupposti normativi per la sanzione. In sintesi, i cori incriminati hanno coinvolto uno sparuto gruppo di supporter, l’1 per cento del settore “incriminato”. Una notizia accolta dal Cagliari con un sorriso, che non cancella un problema grave che si ripete tutte le settimane non soltanto in Italia (Inter e Lazio sono state sanzionate con pesanti multe), ma anche in Europa.

Eco internazionale. Quello che è accaduto domenica pomeriggio allo stadio Sant’Elia è finito all’attenzione delle Nazioni Unite. L’alto commissario per i diritti umani, Zeid Ra’ad al Hussein ha invitato la Fifa a prestare più attenzione al persistente problema del razzismo sui campi di calcio. Hussein ha definito Muntari: «Un’ispirazione per tutti noi. Un esempio nella lotta a un fenomeno grave». Aggiungendo: «È necessario fare di più di fronte a espressioni di razzismo a livello nazionale o internazionale». La “rivolta” di Muntari ha scatenato anche la stampa inglese che ha bacchettato l’Italia, accusandola di non assumere provvedimenti adeguati per combattere la discriminazione razziale negli stadi.

I fatti. Il giudice sportivo ha deciso in base al rapporto scritto dalla Procura federale. L’arbitro Minelli e nessuno dei suoi collaboratori, che avrebbe interpellato con l’interfono durante la disputa con Muntari, ha sentito quei cori e di conseguenza non ne ha fatto menzione nel referto. Il briefing tenuto a fine partita nel chiuso dello spogliatoio tra Procura, arbitri (pare che dentro la stanza ci fosse anche Roberto Rosetti, domenica a Cagliari per sperimentare la Var) e rappresentanti dei due club, è servito per fare chiarezza su quanto è successo. Ma è stata anche un’occasione di sfogo per i dirigenti del Pescara, che più volte avrebbero chiesto al signor Minelli i motivi per cui non ha sospeso la partita. «Sarebbe stato un segnale forte», avrebbero detto al fischietto di Varese. La cui carriera in ascesa, adesso richia di subire un deciso rallentamento.

Il Cagliari. La società ha preso subito le distanze dall’episodio, ma ha voluto tutelare la parte sana della tifoseria, ribadendo il concetto che Cagliari non è una città razzista. Ricordando allo stesso tempo tutte le iniziative fatte in questi anni, rivolte soprattutto ai giovani, per trasmettere e insegnare i sani valori dello sport. L’assoluzione piena rimette le cose a posto dopo giorni di polemiche e la paura di subire pesanti sanzioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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