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il caso doping

Il Giro va all’attacco: le controanalisi, poi chiederemo i danni

dall’inviato
Il Giro va all’attacco: le controanalisi, poi chiederemo i danni

ALGHERO. Lo shock, la rabbbia. La botta doping non è stata assorbita, viene incassata ma il ciclismo è sport che sa soffrire, e sa reagire. «Sono rimasto allibito _ ha commentato ieri mattina prima...

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ALGHERO. Lo shock, la rabbbia. La botta doping non è stata assorbita, viene incassata ma il ciclismo è sport che sa soffrire, e sa reagire. «Sono rimasto allibito _ ha commentato ieri mattina prima della partenza il direttore del Giro, Mauro Vegni _. E il fatto che si tratta di una non negatività e non di una positività non cambia le cose. Il danno di immagine ormai è fatto, chiederemo i danni».

Lo ha anche messo per iscritto, Vegni, con un comunicato ufficiale: «La Direzione del Giro d’Italia, a seguito della sospensione dei due corridori Nicola Ruffoni e Stefano Pirazzi della Bardiani Csf da parte dell’Uci, riconferma con fermezza il proprio supporto alla Cadf (Cycling Anti-Doping Foundation) dell’Uci nella lotta al doping in tutte le sue forme e modalità. Da parte sua, qualora anche le controanalisi dovessero dare esito positivo, la Direzione stessa e Rcs Sport (la società che organizza tra l’altro il giro) si riservano di tutelare in tutte le sedi opportune l’immagine e il buon nome del Giro d’Italia».

Di positivo, in questa vicenda di non negatività, c’è che a rifiutare chi gioca sporco sono per primi i compagni di squadra di Pirazzi e Ruffoni, quelli della giovanissima Bardiani. «Questo fatto ha scosso tutti, la società e tutti noi compagni di squadra _ commenta il giovane Giulio Ciccone poco prima della partenza della carovana da Alghero _. E' un dispiacere per noi e per l’intero Giro d’Italia, e noi daremo ancora qualcosa di più per onorare la corsa e il ciclismo anche alla luce di questo fatto».

Sull'argomento il ministro dello Sport Luca Lotti, che nonostante le previsioni anche ieri era presente alla cerimonia di partenza della corsa rosa, ad Alghero, non si sottrae: «La notizia del doping ha colpito tutti, ma ritengo che non sia riuscita a rovinare quella che è e resta comunque una festa. Certo con questi comportamenti viene colpito tutto lo sport. Per sconfiggere questo fenomeno c’è bisogno di una più alta cultura sportiva. E’ su questo che dobbiamo lavorare».

«Purtroppo ci sono ancora troppi stupidi in giro _ è invece il commento del presidente della Federciclismo Renato di Rocco _. Il nostro sport non merita simili affronti. Ma non la vedo in maniera negativa, perché continuiamo a scoprirli. Ormai la rete è chiusa, come vedete i bari li scoviamo, non scappano. Ma ero convinto che lo avessero capito tutti, invece…». (mac)

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