Pedrosa già a suo agio sull’asfalto di Jerez
MotoGp, l’alternanza di pioggia e sole ha caratterizzato le prime prove libere Sul circuito andaluso Valentino Rossi deve ancora trovare il passo giusto
JEREZ DE LA FRONTERA. Asfalto asciutto o bagnato, Dani Pedrosa è stato il punto di riferimento della prima giornata di prove a Jerez de la Frontera. Sul circuito andaluso la MotoGp ha girato la mattina con la pioggia, mentre nel pomeriggio è uscito il sole. Lo spagnolo ha comunque tenuto la sua Repsol Honda in vetta alla lista dei tempi: 1’51”648 sul bagnato, seguito dalle Honda non ufficiali di Cal Crutchlow (ad appena 2 millesimi) e Jack Miller (+0.159). Con asfalto quasi del tutto asciutto Pedrosa ha abbassato il tempo a 1'39”420. Secondo e terzo gli stessi del mattino, ma a posizioni invertite. E, soprattutto, ben più staccati: di 544 millesimi Miller, di 625 Crutchlow. Può essere soddisfatto Jorge Lorenzo, quarto nella FP2, la miglior sessione da quando è in Ducati, anche se il gap da Pedrosa è di 871 millesimi.
Il maiorchino a cinque minuti dal termine era addirittura il più veloce. «Segnali di progresso li avevo già visti ad Austin – ha commentato –. Sono fiducioso per la confidenza finalmente trovata con la moto. Il passo gara? Abbiamo ancora un motore piuttosto “nervoso”». Sempre positivo Danilo Petrucci, che con la Ducati Pramac è risalito dalla ottava piazza della FP1 alla quinta della FP2, mentre Andrea Dovizioso, con la seconda Ducati ufficiale, è sceso dal quarto all'ottavo posto, incassando oltre un secondo da Pedrosa nel pomeriggio. Nelle retrovie i probabili protagonisti della gara. Valentino Rossi, leader del mondiale dopo le prime tre tappe, oscilla tra il 16° ed il 12° posto, nonostante la Yamaha sia di casa a Jerez. «C’è molto da lavorare, ho faticato sia sul bagnato che sull'asciutto – ha spiegato –. È vero che sono migliorato, ma lo hanno fatto anche gli altri».
Meglio Maverick Vinales, con l’altra Yamaha ufficiale: decimo e sesto, seppure con un ritardo sempre vicino al secondo. Nella FP2 è anche incappato in una innocua scivolata: «Sono finito con l'anteriore su un pezzo ancora umido – ha detto lo spagnolo – e questo è il motivo della caduta. Per la qualifica dobbiamo lavorare sull'elettronica per trovare più potenza. Oggi il grip non era al 100%, ma sulla moto mi trovo bene».
In ritardo Marc Marquez, compagno di team di Pedrosa, con il quinto ed il 14° tempo. «Nel 2016 i nostri punti di forza erano la staccata e la moto con poco grip, qui abbiamo perso su entrambi i fronti - l'anali del campione in carica - Abbiamo guadagnato in velocità in curva e pare che ora la moto sia più stabile in staccata, in generale, ma quando spingi tende a scomporsi».
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