Grande Olbia, vince e si salva
Passa ad Arezzo ed evita i playout, festa negli spogliatoi con Marino. Mercoledì amichevole col Cagliari
AREZZO. L'Olbia vince, l'Olbia è salva, l'Olbia compie un'impresa su cui pochi avrebbero scommesso e lo fa in una giornata rocambolesca. Passa in vantaggio ad Arezzo - gol di Kouko su rigore -; il Prato, il rivale diretto per la salvezza, vede la sua partita sospesa per pioggia a Piacenza, sul punteggio di 1-1; Carrarese e Lupa Roma stanno pareggiando. Quest'ultimo risultato, alla fine, sarà quello decisivo: l'Olbia conquista il successo, sale a 42 punti e mette nove punti tra sé e la penultima, la Lupa Roma. Regolamento alla mano (aggiornato da poco), evita così i playout. La festa è (quasi) immediata, perché per un momento sembrava che si dovesse comunque aspettare il risultato del Prato, che riprenderà oggi la sfida interrotta con il Piacenza. Invece no, nessuna attesa: l'Olbia anche la prossima stagione giocherà in Lega pro, o serie C che dir si voglia.
I giocatori brindano negli spogliatoi, insieme al presidente Alessandro Marino e all'allenatore Bernardo Mereu, artefice di questo miracolo. Per lui, quattro partite in panchina con tre vittorie (di cui due in trasferta) e un pareggio e, soprattutto, una guida che ha fatto rinascere la squadra, l'ha resa sicura in difesa, convinta dei propri mezzi a centrocampo, cinica in attacco. Più di così, per come era messa l'Olbia, ormai disperata, non si poteva chiedere.
Probabilmente, Mereu sarà confermato: il suo contratto scade a giugno, ma quella sembra la prospettiva. Se ne parlerà dalle prossime settimane. Ora, per festeggiare, mercoledì prossimo al Nespoli arriverà il Cagliari per un'amichevole di lusso e per sancire ancora di più il gemellaggio tra rossoblù e bianchi.
Tutto in una giornata, tutto all'ultimo momento, dunque. Una salvezza da brividi, una salvezza, per certi versi, bellissima, colta contro tanti, persino contro chi - secondo molti tifosi - gufava fuori e anche dentro l'Olbia.
Decide un gol di Kouko, il nono stagionale, quello che lo fa diventare capocannoniere dei bianchi, un po’ a sorpresa. Un rigore calciato con freddezza, con precisione (al millimetro) al 44' del primo tempo, per un fallo da lui subito. L'Olbia, prima e soprattutto dopo, dimostra di essere più squadra dell'Arezzo, che pure era in corsa per il terzo posto. Ha più voglia, più determinazione, più cattiveria. Ben messa in campo, per cominciare. Il modulo è sempre lo stesso, il 4-3-1-2, ma gli interpreti sembrano diversi: più sicuri, più liberi. A partire da Van der Want, il portiere decisivo anche contro l'Arezzo con una super parata su Bearzotti (al 38' pt): Mereu ha scelto lui, come primo atto della sua avventura a Olbia, e questo ha fatto la differenza: un solo gol incassato in quattro partite.
A volte, anche nel calcio, basta poco per cambiare tutto. Bravo Mereu, brava l’Olbia, bravi i tifosi che ci hanno sempre creduto, con passione e civiltà. Il prossimo anno sarà ancora serie C e sarà, forse, ancora più bello.
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