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Il Cagliari si inchina a un super Napoli

di Roberto Muretto
Il Cagliari si inchina a un super Napoli

Mertens (2) e Insigne piegano i rossoblù. Inutile il gol di Farias

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INVIATO A NAPOLI. E' divertente vedere giocare il Napoli. Non si è divertito il Cagliari che ha recitato senza acuti il ruolo di sparring partner. I rossoblù sono scesi in campo rassegnati, hanno solo subito un avversario superiore sul piano della qualità e dell'organizzazione. Avrebbero dovuto giocare una partita indossando la corazza, inseguendo ogni pallone con la bava alla bocca per creare qualche problema alla squadra di Sarri. Non ci hanno nemmeno provato. Il pensiero è stato quello di limitare i danni ed evitare una seconda goleada (ci sono riusciti parzialmente) dopo quella subita all'andata al Sant'Elia. La doppietta di Mertens e il gol di Insigne risolvono una gara in realtà mai cominciata. La rete nel finale di Farias non addolcisce la pillola. Per il Cagliari è una sconfitta indolore perché la salvezza è già in cassaforte, ma se ieri c'erano dei giocatori sotto esame, non lo hanno sicuramente superato. Perdere al San Paolo è nella logica delle cose, il Napoli è di un altro pianeta. Tutto vero, ma in campo bisogna sempre dare l'anima. Non è stato così.

Prudenza. Alla fine Rastelli decide di lasciare fuori i brasiliani Joao Pedro e Farias e rinuncia anche a Tachtsidis. Rilancia Sau tra i titolari, rispolvera Padoin a centrocampo e recupera Isla che si piazza davanti a Pisacane. Barella fa il regista. Il modulo è un 4-4-2 in fase di possesso. Sau si abbassa quando il pallino del gioco è nei… piedi degli azzurri per irrobustire la barriera davanti alla difesa. Nel Napoli la sorpresa è Hamsik che sembrava destinato a dare forfait, invece è tra i primi undici. I tre "tenorini" (Callejon, Mertens e Insigne) formano il formidabile tridente di piccoletti.

Compleanno con gol. Ci mette meno di 2' Mertens a mettere la ciliegina sulla torta che i compagni gli hanno fatto trovare nello spogliatoio per i suoi 30 anni. Il bomber belga è un lampo sul cross di Ghoulam e la butta dentro. Salamon resta di sasso. Il Napoli inserisce subito la marcia alta, il Cagliari difende troppo basso e fa fatica a costruire gioco. Il pressing degli uomini di Maurizio Sarri è asfissiante, uscire palla al piede complicato. La prima parte della gara è a senso unico, in campo c'è una sola squadra, l'altra fa quello che può. La sensazione che si ricava è quella di assistere a un tiro al bersaglio.

Applausi. Il Napoli dà spettacolo anche se spesso è troppo lezioso. Cerca sempre la giocata raffinata e non assesta il colpo del ko. Sarri si agita, chiede più concretezza. Mertens è imprendibile, Hamsik e Insigne fanno spellare le mani ai tifosi. Il Cagliari? Sta a guardare, non ha armi per opporsi alla qualità degli azzurri. Aver tenuto la gara aperta dopo un primo tempo a senso unico è già tanta roba.

Mertens si ripete. Al ritorno in campo ci impiega poco più di 4' per fare centro. Il belga, lasciato libero di calciare al limite dell'area, piazza un rasoterra che mette la partita in ghiaccio. Se il Cagliari aveva delle velleità, vengono stroncate sul nascere. Risolta la pratica, la formazione di Sarri fa accademia e diverte il pubblico con i suoi fraseggi di prima che mettono alla frusta i rossoblù. La differenza è talmente tanta che ci sono momenti della gara che diventa quasi imbarazzante. Insigne non ha pietà davanti a Rafael e rende ancora più amaro il pomeriggio del Cagliari. Nel finale Rastelli si gioca le carte Joao Pedro, Faragò e Farias ma la sostanza non cambia. Continua ad essere un tiro al bersaglio. La gara finisce con i partenopei che fanno il torello, i rossoblù guardano. E basta. Da loro Rastelli si aspettava molto di più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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