Dinamo quinta senza troppi rimpianti
Dopo la sconfitta di Caserta, venerdì l’esordio nei playoff contro Trento che ha sorpassato i sassaresi all’ultima curva
INVIATO A CASERTA. Poteva andare meglio, ma poteva anche finire decisamente peggio. Per il settimo anno di fila la Dinamo vede il suo nome inserito nella griglia dei playoff scudetto e l’abbinamento, da quella parte del tabellone, è di quelli che richiamano i dolci ricordi di due stagioni fa: proprio come nell’anno dell’impresa tricolore, nei quarti di finale i sassaresi si troveranno di fronte la Dolomiti Energia Trento, con dietro l’angolo la possibilità di una nuova semifinale contro Milano.
Luci e ombre. Sassari giocherà ancora per lo scudetto e questo, da solo, è un motivo per festeggiare. Il fatto che abbia corso sino a una settimana fa per il secondo posto e poi, all’ultima curva, abbia perso anche il quarto (e quindi il fattore campo nel primo turno) è frutto semplicemente delle normali dinamiche del gioco. A Caserta Savanovic e compagni avrebbero potuto fare di meglio, molto meglio, e avrebbero certamente potuto vincere. Ma il ko di Reggio Emilia contro la già retrocessa Cremona dimostra che in questa fase della stagione la mente sgombra di chi non ha più nulla da perdere può mettere in difficoltà chi invece è già proiettato sulla seconda fase della stagione. Il rovescio della medaglia è il fatto che il bilancio finale, 17 vittorie e 13 sconfitte, non è poi così diverso da quello della scorsa – travagliatissima – stagione (16-14). Nessun dramma, comunque, perché la stagione è ancora tutta da giocare e i conti, come la storia ha dimostrato, si fanno alla fine.
Solidità da recuperare. I due passi falsi dei giorni scorsi sono figli di due prestazioni non all’altezza degli ultimi due mesi, con la squadra apparsa slegata e con alcuni elementi oggettivamente fuori fase. Nel dopogara del PalaMaggiò Federico Pasquini, oltre ad assumersi le responsabilità per la sconfitta, ha detto di avere ben chiaro cosa è andato storto». Di certo il recupero di Lacey è il primo passo per presentarsi ai playoff nelle migliori condizioni.
Un osso duro. L’8 aprile scorso, 31 giorni fa, la Dinamo sbancò il PalaDolomiti per 57-66, regalando nel secondo tempo la migliore prestazione difensiva della stagione, con appena 24 punti concessi in 20’ di gioco. Trento aveva appena perso Baldi Rossi e Marble per infortunio e soltanto il giorno successivo avrebbe inserito nell’organico l’ala Shavon Shields. Nei giorni scorsi però la squadra di coach Buscaglia ha dovuto subire il terzo infortunio grave della sua stagione, con la rottura dei legamenti di un ginocchio di Riccardo Moraschini. Trento resta comunque una squadra difficile da affrontare, estremamente fisica, ottimamente allenata e con una grande varietà di soluzioni.
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