Juve e Lazio in campo C’è una coppa che cerca il padrone
Questa sera (20,45 Raiuno) la finale della Tim Cup Allegri e Inzaghi chiedono attenzione ma sognano il colpo
ROMA. «Inizia una mini stagione di 15-20 giorni in cui ci giochiamo tutto. È arrivato il tempo di cominciare a raccogliere». Massimiliano Allegri carica la Juventus in vista della finale di Coppa Italia con la Lazio (ore 20,45 Raiuno) che mette in palio il primo trofeo da conquistare per centrare a fine anno uno storico triplete. I bianconeri tornano all'Olimpico dopo il ko con la Roma consapevoli di non poter sbagliare. «È una finale secca, non c'è rivincita» sottolinea Allegri, fiducioso nel riscatto della sua squadra: «Il calo di domenica capita in una stagione, c'è stata una diversa attenzione rispetto al solito e a fare la differenza sono stati i dettagli che poi sono quelli che ti fanno vincere o perdere. Serve quindi il giusto atteggiamento, ma sicuramente la Juve farà una partita molto attenta. Sono ottimista, poi questo non vuol dire che vinciamo».
I dubbi riguardano anche le scelte di formazione, con Mandzukic e Dybala in dubbio fino all'ultimo.
«Devo valutarli entrambi, anche se Paulo è rientrato con la Roma, ma devo essere sicuro di non fargli rischiare niente – spiega l'allenatore, che già deve rinunciare allo squalificato Pjanic e all'indisponibile Khedira –. Gli altri stanno tutti bene quindi sicuramente undici che faranno la prestazione giusta ci saranno». Rispetto alla Roma torneranno dal primo minuto sulle fasce Dani Alves e Alex Sandro, mentre Rincon e Lemina si giocheranno il posto al fianco di Marchisio, col primo leggermente favorito.
Sul fronte opposto anche Inzanghi non nasconde le difficoltà della sfida di questa sera: «Dovremo fare la partita perfetta, l’abbiamo incontrata e in campionato qui e avevamo fatto bene, non avevamo rischiato quasi nulla ma alla prima disattenzione ci segnò Khedira. Siamo nel nostro stadio, vogliamo fare una partita da Lazio, abbiamo dimostrato ultimamente di potercela giocare con chiunque. Ma stasera ci serva la partita perfetta».
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