Poker di Gaviria nuovo re dello sprint
Incredibile arrivo a Tortona, il velocista della Quickstep brucia tutti con un recupero straordinario negli ultimi 100 metri
TORTONA. Ai cento metri aveva davanti a se 10 corridori. Staccato sul filo dei 70 all’ora. Qualsiasi velocista avrebbe tirato i remi in barca. Lui no. Perché Fernando Gaviria è un fenomeno. A Tortona, nell’ultima occasione per gli sprinter al Giro, ha vinto la tappa, la seconda di fila. La Bora, nel tentativo di frenarlo, ha pure cercato di chiudere il colombiano. Niente. Lui ha aperto il gas e ha vinto di una bicicletta. Peccato che il corridore della Quickstep, non ancora 23enne, non vada al Tour de France. Ci andasse, crediamo, si prenderebbe la corona di re, superando Cavendish o il suo compagno di squadra Kittel. E pure Greipel (Lotto), che come un anno fa a Bibione ha abbandonato la corsa.
No, Gaviria è super anche in questo: vuole arrivare a Milano superando Stelvio e compagnia e vincere la maglia ciclamino. L’indimenticabile Adriano De Zan direbbe: chapeau. Il succo della tappa nelle terre di Coppi è stato questo: il concentrato di potenza colombiano allo sprint. Dove ancora una volta, quasi non fa più notizia, non si sono visti gli italiani. Stavolta è toccato a Roberto Ferrari sfiorare il podio: 4°.
E non resta che affidarsi alla cabala (non è il caso di scomodare la Madonna Nera di Oropa): tutte le volte che una tappa del Giro è arrivata al Santuario sopra Biella ha vinto un italiano. Ne ricordiamo tre: Pantani, dopo l’epica rimonta del 1999, Bruseghin nel 2007 ed Enrico Battaglin tre anni fa. Oggi vedremo cosa accadrà. Perché torneranno protagonisti i big. Dumoulin ha la sicurezza della classifica (Quintana, rivale più vicino è a 2’23”): «Oropa? Salita secca, adatta a me. Mi attaccheranno subito, Quintana su tutti», ha detto. Ostenta tranquillità. Altimetrie alla mano, sia il colombiano che gli altri rivali, su tutti Nibali, dovranno incominciare a rosicchiargli minuti. Vista anche l’amica-crono di Milano, Pink Tom potrebbe anche perdere 5’ in 7 giorni. Ma i 2.758 metri dello Stelvio fanno paura. A proposito, la Provincia di Bolzano ha confermato che la strada dello Stelvio sarà riaperta domani mattina. La nevicata di ieri non preoccupa.
Titolo obbligato per la chiusura: la mamma degli imbecilli è sempre incinta. Le controanalisi hanno confermato la positività di Pirazzi e Ruffoni, i due “geni” cacciati per doping a Olbia. La Bardiani li ha subito licenziati.(a.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
