«Ho perso solo nel finale, ora il mio terreno»
INVIATO A OROPA. Doppio Stelvio preceduto dal Mortirolo, sebbene scalato dal versante meno nobile. Se Vincenzo Nibali vorrà raddrizzare il suo Giro d’Italia dovrà cominciare a farlo martedì nell’attes...
INVIATO A OROPA. Doppio Stelvio preceduto dal Mortirolo, sebbene scalato dal versante meno nobile. Se Vincenzo Nibali vorrà raddrizzare il suo Giro d’Italia dovrà cominciare a farlo martedì nell’attesissimo tappone di Bormio.
«Per fortuna arrivano le mie frazioni, quelle adatte alle mie caratteristiche, ha detto a fine corsa. Spiega così la debacle di Oropa. Perché è una debacle: è arrivato praticamente con l’ottimo, ma 39enne, suo gregario Franco Pellizotti. «Ho tenuto bene fino all’ultimo chilometro poi ho pagato l’accelerazione di Dumoulin. Nei tratti meno ripidi della salita andava fortissimo, sapevo bene che su una salita secca era uno dei favoriti», ha detto lo Squalo. C’è spazio per una riscossa.
Del resto, un anno fa, di questi tempi il siciliano arrancava dietro l’olandese Kruijswijk e stava per rassegnarsi alla sconfitta fino al clamoroso epilogo. C’è una differenza, però: di mezzo c’è sempre un orange, ma Tom da Maastricht sembra di un altro livello. Va forte a crono, ma se la cava bene anche in salita.
Anzi benissimo. Il ct dell’Italbici, Davide Cassani ieri ha cronometrato il tempo della scalata dell’olandese dopo il tratto in falsopiano ai meno 9: 15’ e 30”. Marco Pantani, nell’incredibile remuntada del 1999, quando sorpassò uno a uno una cinquantina di corridori, impiegò solo dieci secondi in meno. È chiaro che se non cala nella terza settimana fiaccato della fatica... Ma Nibali è un corridore orgoglioso e uno dei pochi, in gruppo, che possono inventarsi qualcosa fuori dal copione. Chissà, un attacco in discesa ad esempio. Lo Stelvio, scongiurati i pericoli neve o valanghe, sembra fatto apposta. Trenta chilometri verso Prato e poi 23 verso l'arrivo di Bormio. Se poi l’olandese se la cavasse anche lì allora... Ah, lo Squalo potrebbe trovare un potenziale alleato: il francese Thibaut Pinot. Sentite cosa ha detto: «Ho perso tempo, ma adesso arrivano le mie montagne». (a.s.)
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