Ultimi 90’ al Sant’Elia, poi via alle ruspe
di Mario Frongia
Domenica col Milan l’addio allo stadio costruito dopo lo scudetto. Il Cagliari sta lavorando per un’amichevole di lusso
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CAGLIARI. La bandiera viene ammainata in due tempi. Domenica, dopo l'ultima partita ufficiale. E giovedì primo giugno con un'amichevole che vedrà di fronte chi ha giocato nel Cagliari e chi ha calpestato uno dei prati più belli della serie A con la maglia di altri club. Sant'Elia al count down. Lo stadio che ha raccolto il testimone dell'Amsicora, si avvia al macero. L'opera dai profili storici, ma anche sportivi, sociali ed economici, importanti - negli anni Settanta strutture del genere in Sardegna ne spuntavano poche - viaggia a velocità sostenuta verso la demolizione: le ruspe sono pronte ed entreranno in azione al termine dei lavori di costruzione della "Sardegna Arena", lo stadio provvisorio che ospiterà i rossoblù nelle prossime stagioni.
L'impianto ha quarantasette anni e tira le cuoia dopo aver subito un profondo restyling per i mondiali di Italia 90. A seguire, un lento deterioramento, aggravato da canoni che hanno mostrato varie crepe: la distanza dal campo, la dislocazione e la cubatura di aree delicate, tra queste la sala medici e quella per i media. Ma anche i percorsi interni, con rampe poco agevoli e senza ascensore, lasciato morire dopo i Mondiali.
Le mancate o insufficienti manutenzioni hanno messo di fronte con feroci rimpalli, anche giudiziari, l'ex presidente Massimo Cellino e l'amministrazione comunale. Proprio di recente, è stato Giulini a chiudere la querelle con la municipalità. Insomma, il Sant'Elia saluta.
Calcio d'autore. Dalla doppietta di Riva, gol di Gori, autogol all'inaugurazione del 12 settembre '70 contro la Spal in Coppa Italia con 30mila spettatori, al 3-0 rifilato quattro giorni dopo ai campioni di Francia del Saint Etienne. Sessantamila posti a sedere, diecimila in piedi, un vero catino sportivo di un'isola. Con una carrellata di club e campioni senza tempo. L'Argentina di Maradona contro l'Italia di Vicini apre lo stadio al mondo il 21 dicembre 1989 e finisce con Zenga e Pumpido imbattuti. Ancora prima i duelli tra i rossoblù e il Milan di Rivera, l'Inter di Mazzola, la Lazio di Chinaglia, il Toro di Pulici, la Juve di Platinì e Zoff. Il 16 giugno '90 Inghilterra-Olanda si chiude 1-1, con gli hooligans bloccati al meglio. Poi, gare di solidarietà con personaggi dello spettacolo e della tv: Vittorio Sgarbi, Valeria Marini, Fabrizio Frizzi. Pallone ma anche atletica (Terra sarda e Campionati italiani assoluti) e concerti: su tutti i Rockets nell'agosto 1979.
Tifoseria rossoblù. Allo stadio vestiti di rossoblù per la gara contro il Milan di Montella. Lo ha lanciato su facebook un gruppo di tifosi e la risposta è incoraggiante. Un bel menu per una giornata che deve essere di festa: il Cagliari di Rastelli è salvo da un pezzo. Se poi, arriva il colpaccio sul Diavolo, si brinda anche ai 47 punti e le 14 vittorie, un filo sotto il record della squadra allenata da Allegri: 53 e 15. Fatti gli scongiuri, Pisacane e soci sanno che dopo la loro prova cala il sipario ufficiale sulla struttura di via Vespucci, progettata nel 1964.
La festa d'addio. Il Cagliari è al lavoro per l'amichevole di lusso di giovedì 1° giugno. Tra gli invitati - il tutto è in definizione - oltre agli scudettati nel 1970 e agli altri ex rossoblù, alcuni campioni del mondo di Germania 2006, da Toni a Barone. Ma anche bomber ancora in attività come Di Natale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L'impianto ha quarantasette anni e tira le cuoia dopo aver subito un profondo restyling per i mondiali di Italia 90. A seguire, un lento deterioramento, aggravato da canoni che hanno mostrato varie crepe: la distanza dal campo, la dislocazione e la cubatura di aree delicate, tra queste la sala medici e quella per i media. Ma anche i percorsi interni, con rampe poco agevoli e senza ascensore, lasciato morire dopo i Mondiali.
Le mancate o insufficienti manutenzioni hanno messo di fronte con feroci rimpalli, anche giudiziari, l'ex presidente Massimo Cellino e l'amministrazione comunale. Proprio di recente, è stato Giulini a chiudere la querelle con la municipalità. Insomma, il Sant'Elia saluta.
Calcio d'autore. Dalla doppietta di Riva, gol di Gori, autogol all'inaugurazione del 12 settembre '70 contro la Spal in Coppa Italia con 30mila spettatori, al 3-0 rifilato quattro giorni dopo ai campioni di Francia del Saint Etienne. Sessantamila posti a sedere, diecimila in piedi, un vero catino sportivo di un'isola. Con una carrellata di club e campioni senza tempo. L'Argentina di Maradona contro l'Italia di Vicini apre lo stadio al mondo il 21 dicembre 1989 e finisce con Zenga e Pumpido imbattuti. Ancora prima i duelli tra i rossoblù e il Milan di Rivera, l'Inter di Mazzola, la Lazio di Chinaglia, il Toro di Pulici, la Juve di Platinì e Zoff. Il 16 giugno '90 Inghilterra-Olanda si chiude 1-1, con gli hooligans bloccati al meglio. Poi, gare di solidarietà con personaggi dello spettacolo e della tv: Vittorio Sgarbi, Valeria Marini, Fabrizio Frizzi. Pallone ma anche atletica (Terra sarda e Campionati italiani assoluti) e concerti: su tutti i Rockets nell'agosto 1979.
Tifoseria rossoblù. Allo stadio vestiti di rossoblù per la gara contro il Milan di Montella. Lo ha lanciato su facebook un gruppo di tifosi e la risposta è incoraggiante. Un bel menu per una giornata che deve essere di festa: il Cagliari di Rastelli è salvo da un pezzo. Se poi, arriva il colpaccio sul Diavolo, si brinda anche ai 47 punti e le 14 vittorie, un filo sotto il record della squadra allenata da Allegri: 53 e 15. Fatti gli scongiuri, Pisacane e soci sanno che dopo la loro prova cala il sipario ufficiale sulla struttura di via Vespucci, progettata nel 1964.
La festa d'addio. Il Cagliari è al lavoro per l'amichevole di lusso di giovedì 1° giugno. Tra gli invitati - il tutto è in definizione - oltre agli scudettati nel 1970 e agli altri ex rossoblù, alcuni campioni del mondo di Germania 2006, da Toni a Barone. Ma anche bomber ancora in attività come Di Natale.
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