«Vado via con la morte nel cuore»
Il ds Capozucca saluta: «Lascio perchè sulle strategie non siamo in sintonia»
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CAGLIARI. La notte della fiesta al rientro da Bari, il calvario nel periodo di Natale, l'addio maturato a Olbia. Stefano Capozucca ai titoli di coda. «Vado via con la morte nel cuore ma felice di essere stato qui. Sono grato al presidente Giulini per avermi dato questa opportunità. Potrò dire di aver lavorato a Cagliari: gente magnifica».
Saluti, pause, lacrime. L'ex d.s. rossoblù incassa la gratitudine del club da Mario Passetti: «Ringrazio Stefano per la passione. Le strade si separano in un clima sereno. I lavori? La programmazione - dice il direttore commerciale - rimane regolare e dopo il Milan comunicheremo le altre scelte». Parole sibilline per il futuro di Rastelli. Ma questa è un'altra storia. «Né sorpresa, né fulmini a ciel sereno: ho deciso - spiega Capozucca - d'accordo col presidente. Preciso che non c'è mai stata incomprensione con Rastelli, insieme abbiamo vinto la B e conquistato la salvezza. Specie quest'anno c'è stata unità d'intenti: l'esonero di un tecnico è il flop del direttore sportivo. Ho deciso a Olbia, ma non l'ho detto perché c'era ancora in ballo il decimo posto». Silenzio tombale in sala stampa.
«Lascio perché strategie e programmi non sono in sintonia. Non ho un'altra squadra ma spero di trovarla a breve. Dico grazie al vicepresidente Filucchi: un fratello, gli devo molto». Il d.s. di Biella è provato. «Mi hanno girato tanti messaggi di stima: non me l'aspettavo. I tifosi mi hanno insegnato a voler bene al Cagliari. Mi sono commosso anche per strada: sono arrivato dopo un anno pessimo a Genova. Faccio questo mestiere da trent'anni, non scorderò l'affetto provato in questa città».
Si torna sul bersaglio grosso: «Non conosco il futuro di Rastelli, mi auguro rimanga e Giulini sa come la penso. Ribadisco che non ho mai contattato nessuno. Il disaccordo col patron? Non dico nulla. Se ha influito l'annuncio sul rientro di Cossu? Preferisco non rispondere». Capozucca mostra una maglia rossoblù con autografi e dediche: «Me l'ha data Sau a nome della squadra, dei team del ristorante, della foresteria. Penso a Basanti, ottimo ragazzo».
L'emozione non finisce. «Da due notti non dormo. Se tornassi indietro? Mi imporrei di più con la squadra, forse caccerei qualcuno e darei più aiuto al settore giovanile». Si torna su Rastelli: «Nella sosta ho faticato a tenere assieme il gruppo. Ma non scordate che l'allenatore debuttava in A e che B e A sono molto diverse: le prime sei battono le altre in casa e fuori. Sì, abbiamo avuto scontri tecnici. Quali? Il Napoli non si affronta a viso aperto. Ma è un tecnico con margini di crescita. Rossi del Sassuolo? Lo conosco».
Si chiude. Stefano Capozucca saluta. «Mi hanno deluso i sei gol presi dal Sassuolo: ci vuole dignità. Il Milan? Siamo contati». Sui ricordi non si sbaglia: «Il balletto al San Nicola e l'accoglienza all'aeroporto di Elmas: indimenticabile». (m.fr.)
Saluti, pause, lacrime. L'ex d.s. rossoblù incassa la gratitudine del club da Mario Passetti: «Ringrazio Stefano per la passione. Le strade si separano in un clima sereno. I lavori? La programmazione - dice il direttore commerciale - rimane regolare e dopo il Milan comunicheremo le altre scelte». Parole sibilline per il futuro di Rastelli. Ma questa è un'altra storia. «Né sorpresa, né fulmini a ciel sereno: ho deciso - spiega Capozucca - d'accordo col presidente. Preciso che non c'è mai stata incomprensione con Rastelli, insieme abbiamo vinto la B e conquistato la salvezza. Specie quest'anno c'è stata unità d'intenti: l'esonero di un tecnico è il flop del direttore sportivo. Ho deciso a Olbia, ma non l'ho detto perché c'era ancora in ballo il decimo posto». Silenzio tombale in sala stampa.
«Lascio perché strategie e programmi non sono in sintonia. Non ho un'altra squadra ma spero di trovarla a breve. Dico grazie al vicepresidente Filucchi: un fratello, gli devo molto». Il d.s. di Biella è provato. «Mi hanno girato tanti messaggi di stima: non me l'aspettavo. I tifosi mi hanno insegnato a voler bene al Cagliari. Mi sono commosso anche per strada: sono arrivato dopo un anno pessimo a Genova. Faccio questo mestiere da trent'anni, non scorderò l'affetto provato in questa città».
Si torna sul bersaglio grosso: «Non conosco il futuro di Rastelli, mi auguro rimanga e Giulini sa come la penso. Ribadisco che non ho mai contattato nessuno. Il disaccordo col patron? Non dico nulla. Se ha influito l'annuncio sul rientro di Cossu? Preferisco non rispondere». Capozucca mostra una maglia rossoblù con autografi e dediche: «Me l'ha data Sau a nome della squadra, dei team del ristorante, della foresteria. Penso a Basanti, ottimo ragazzo».
L'emozione non finisce. «Da due notti non dormo. Se tornassi indietro? Mi imporrei di più con la squadra, forse caccerei qualcuno e darei più aiuto al settore giovanile». Si torna su Rastelli: «Nella sosta ho faticato a tenere assieme il gruppo. Ma non scordate che l'allenatore debuttava in A e che B e A sono molto diverse: le prime sei battono le altre in casa e fuori. Sì, abbiamo avuto scontri tecnici. Quali? Il Napoli non si affronta a viso aperto. Ma è un tecnico con margini di crescita. Rossi del Sassuolo? Lo conosco».
Si chiude. Stefano Capozucca saluta. «Mi hanno deluso i sei gol presi dal Sassuolo: ci vuole dignità. Il Milan? Siamo contati». Sui ricordi non si sbaglia: «Il balletto al San Nicola e l'accoglienza all'aeroporto di Elmas: indimenticabile». (m.fr.)
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