È di Pisacane l’ultimo gol al S. Elia
di Roberto Muretto
Il Milan battuto nel recupero, l’esordiente portiere rossoblù Crosta para anche un rigore
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INVIATO A CAGLIARI. Il Sant’Elia va in pensione dopo 47 anni. Il Cagliari saluta lo stadio che lo ha visto protagonista di tante battaglie, di gioie e dolori, con una vittoria all’ultimo secondo (gol di Pisacane, il primo in serie A) contro il Milan, che non è più la squadra di una volta, ma è sempre gratificante battere una “big” del calcio italiano. Quella di ieri non è stata un’amichevole e nonostante la gara sia stata giocata sotto un solo cocente che ha messo a dura prova i calciatori, ha divertito i presenti con tante azioni da gol da una parte e dall’altra. Un pomeriggio di festa che i rossoblù hanno onorato giocando con ben altro spirito rispetto alla gara di Reggio Emilia, riscattando così una brutta figura mal digerita. I tifosi (tanti vuoti sugli spalti) hanno gradito, applaudito, scattato tante fotografie per immortalare l’impianto che ha scritto pagine importanti della storia rossoblù. La rete che ha deciso la partita, arrivata a una manciata di secondi dalla fine, ha fatto esplodere di gioia lo stadio ed è stata la ciliegina sulla torta di una stagione con i fiocchi.
Il mister. Il presidente Tommaso Giulini ieri non era allo stadio. Oggi o domani vedrà Massimo Rastelli e si deciderà il futuro del tecnico. La posizione del mister è in bilico. Non ci sono certezze, anche se le percentuali sono leggermente in favore del tecnico di Pompei, che il suo dovere l’ha fatto sino in fondo. Il nome di Cristian Bucchi non è un’invenzione. Qualcosa di vero c’è. Qualche giorno e si saprà tutto.
Emergenza. Il Cagliari è proprio ridotto ai minimi termini. Rafael e Salamon non ce la fanno. In porta gioca Crosta, mentre Tachtsidis fa il difensore centrale. Un ruolo inedito per lui e una scelta obbligata in assenza di alternative. Ionita e Faragò sono gli esterni di centrocampo nel quale Deiola gioca davanti alla difesa. Si torna al modulo col trequartista con Joao Pedro alle spalle di Farias e Borriello. Il Milan risponde con il tridente formato da Honda, Bacca e Suso. in porta c’è Donnarumma.
Joao-7. Il match è divertente, le due squadre che si affrontano a viso aperto non avendo nulla da perdere,Il Milan tiene il pallino del gioco ma è il Cagliari che quando riparte mette a soqquadro la difesa avversaria. La velocità di Farias e Joao Pedro crea tanti problemi ai rossoneri che rischiano più volte di capitolare (traversa di Ionita) e vengono trafitti da Joao Pedro (settimo gol per il brasiliano) che sfrutta un intelligente suggerimento di Borriello. Il Milan reagisce e Bacca viente fermato dalla traversa. Ma è un fuoco di paglia perché i rossoblù hanno più volte la palla del raddoppio ma non riescono a sfruttarla. Si fa male Murru (problema alla caviglia destra), sostituito da Miangue. Nel Milan fuori Suso, dentro Ocampos.
Super Crosta. Lo stadio diventa una bolgia quando Crosta (19 anni, andato via dagli Allievi del Milan proprio quando è arrivato Donnarumma)) para il rigore calciato da Bacca e concesso per un fallo di Ionita su Paletta. Nulla può il portierino sul secondo rigore (suo il fallo su Bacca) calciato da Lapadula. Il Milan attacca con foga ma si espone aò contropiede del Cagliari e su una ripartenza resta in dieci per l’espulsione di Paletta (doppio giallo). C’è spazio per Han e anche per il Primavera sassarese Biancu (esordio in serie A) nella fase finale della gara.
Finale pirotecnico. Nessuna delle due squadre si accontenta. Le occasioni fioccano da una parte e dall’altra. Ma forse era destino che fosse premiata la caparbietà del Cagliari e di un giocatore come Pisacane, vera rivelazione di questa squadra, dopo che in tanti avevano storto il naso quando Rastelli lo aveva inserito in pianta stabile tra i titolari. Il suo gol ( ribatte in rete una corta respinta di Donnarumma), è l’ultima immagine di una storia lunga 47 anni che si conclude con una festa e con una vittoria che forse regala a Rastelli un’altra stagione sulla panchina rossoblù. Forse, perchè il destino dell’allenatore del Cagliari è tutt’altro che scritto. Resta la gioia di una vittoria che piace ancora di più per il modo in cui è arrivata e per la festa finale con i tifosi che hanno rivolto alla squadra e allo staff tecnico una standing ovation. E da oggi la parola pèassa passa ali mercato,
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il mister. Il presidente Tommaso Giulini ieri non era allo stadio. Oggi o domani vedrà Massimo Rastelli e si deciderà il futuro del tecnico. La posizione del mister è in bilico. Non ci sono certezze, anche se le percentuali sono leggermente in favore del tecnico di Pompei, che il suo dovere l’ha fatto sino in fondo. Il nome di Cristian Bucchi non è un’invenzione. Qualcosa di vero c’è. Qualche giorno e si saprà tutto.
Emergenza. Il Cagliari è proprio ridotto ai minimi termini. Rafael e Salamon non ce la fanno. In porta gioca Crosta, mentre Tachtsidis fa il difensore centrale. Un ruolo inedito per lui e una scelta obbligata in assenza di alternative. Ionita e Faragò sono gli esterni di centrocampo nel quale Deiola gioca davanti alla difesa. Si torna al modulo col trequartista con Joao Pedro alle spalle di Farias e Borriello. Il Milan risponde con il tridente formato da Honda, Bacca e Suso. in porta c’è Donnarumma.
Joao-7. Il match è divertente, le due squadre che si affrontano a viso aperto non avendo nulla da perdere,Il Milan tiene il pallino del gioco ma è il Cagliari che quando riparte mette a soqquadro la difesa avversaria. La velocità di Farias e Joao Pedro crea tanti problemi ai rossoneri che rischiano più volte di capitolare (traversa di Ionita) e vengono trafitti da Joao Pedro (settimo gol per il brasiliano) che sfrutta un intelligente suggerimento di Borriello. Il Milan reagisce e Bacca viente fermato dalla traversa. Ma è un fuoco di paglia perché i rossoblù hanno più volte la palla del raddoppio ma non riescono a sfruttarla. Si fa male Murru (problema alla caviglia destra), sostituito da Miangue. Nel Milan fuori Suso, dentro Ocampos.
Super Crosta. Lo stadio diventa una bolgia quando Crosta (19 anni, andato via dagli Allievi del Milan proprio quando è arrivato Donnarumma)) para il rigore calciato da Bacca e concesso per un fallo di Ionita su Paletta. Nulla può il portierino sul secondo rigore (suo il fallo su Bacca) calciato da Lapadula. Il Milan attacca con foga ma si espone aò contropiede del Cagliari e su una ripartenza resta in dieci per l’espulsione di Paletta (doppio giallo). C’è spazio per Han e anche per il Primavera sassarese Biancu (esordio in serie A) nella fase finale della gara.
Finale pirotecnico. Nessuna delle due squadre si accontenta. Le occasioni fioccano da una parte e dall’altra. Ma forse era destino che fosse premiata la caparbietà del Cagliari e di un giocatore come Pisacane, vera rivelazione di questa squadra, dopo che in tanti avevano storto il naso quando Rastelli lo aveva inserito in pianta stabile tra i titolari. Il suo gol ( ribatte in rete una corta respinta di Donnarumma), è l’ultima immagine di una storia lunga 47 anni che si conclude con una festa e con una vittoria che forse regala a Rastelli un’altra stagione sulla panchina rossoblù. Forse, perchè il destino dell’allenatore del Cagliari è tutt’altro che scritto. Resta la gioia di una vittoria che piace ancora di più per il modo in cui è arrivata e per la festa finale con i tifosi che hanno rivolto alla squadra e allo staff tecnico una standing ovation. E da oggi la parola pèassa passa ali mercato,
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