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Vento di Sardegna è già tra i fuggitivi 

Vento di Sardegna è già tra i fuggitivi 

Vela. Andrea Mura nel gruppo di testa della Ostar, la regata atlantica è partita ieri pomeriggio dall’Inghilterra

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CAGLIARI. Vento di Sardegna è già nel gruppo di testa della Ostar, la leggendaria regata atlantica in solitario (2850 miglia) salpata ieri pomeriggio da Plymouth, Gran Bretagna, per far rotta verso Newport Rhode Island, Stati Uniti. L’Open Felci 50 condotto da Andrea Mura subito dopo il via, avvenuto intorno alle 14.30, con un’ora di ritardo rispetto al programma, è schizzato come un razzo, inserendosi subito tra le prime imbarcazioni della coloratissima flotta, che ha cercato di guadagnare già qualche miglia prima di entrare in oceano.
E, quasi a presagire le condizioni impegnative che riserverà ai concorrenti, la Ostar non si è di certo smentita, presentandosi con un clima invernale, caratterizzato da una fitta pioggerella, nebbia e, soprattutto, dal freddo. Condizioni meteo subito toste, che hanno dato il benvenuto a Vento di Sardegna e Andrea Mura, che ha vinto quattro anni fa la traversata atlantica dopo 17 giorni e 11 ore di navigazione. Una vittoria soffertissima, quella conquistata nella Ostar del 2013, scandita da una serie di burrasche che misero a dura prova non solo l’imbarcazione ma soprattutto lo skipper sardo, che non partecipare più alla Ostar.
Ma il fascino dell’Oceano Atlantico, quello che gli ha dato tante soddisfazioni (nel 2010 esordì con la vittoria alla Route du Rhum), è stato troppo forte e il Andrea Mura non ha saputo resistere alla nuova sfida oceanica perchè la passione è più forte delle promesse: «Sì, ci sono ricascato, soprattutto dopo l’invito pressante della Regina Elisabetta e del suo Club velico di Plymouth – ha detto prima della partenza – non ho avuto il coraggio di rifiutare a tale onore e, quindi, mi sono rimesso al lavoro per rendere il mio “Vento di Sardegna” al top, in grado di fare bella figura, grazie anche ad una serie di migliorie che l’hanno reso senz’altro più competitivo e performante rispetto a quattro anni fa. Sono contento di andare a difendere la più antica e leggendaria regata per navigatori solitari attraversando ancora una volta l’oceano Atlantico per portare alta la bandiera dei Quattro mori, con la speranza di ripetere il risultato ottenuto quattro anni fa».
L’obiettivo principale è quindi concedere il bis, per rimanere nel Gotha dei navigatori solitari, in proiezione futura per trovare nuovi sponsor per partecipare alla prossima edizione della Vendèe Globe, un sogno che è rimasto nel cassetto.
Sergio Casano

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