Mondiale under 20, l’Italia ora se la deve vedere con lo Zambia
ROMA. Diciannove settembre 1988, 5 giugno 2017: quasi trent'anni dopo, Alberigo Evani e un'Italia di giovani promesse ritrova uno dei (pochi) incubi sportivi della sua storia calcistica, lo Zambia. L'...
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ROMA. Diciannove settembre 1988, 5 giugno 2017: quasi trent'anni dopo, Alberigo Evani e un'Italia di giovani promesse ritrova uno dei (pochi) incubi sportivi della sua storia calcistica, lo Zambia. L'eco dell'impresa della nazionale Under 20, il 2-1 alla Francia superfavorita del Mondiale, è ancora viva nel ritiro degli azzurrini. Ma per il tecnico della giovane Italia il prossimo avversario ai quarti della Coppa del Mondo di categoria è più di uno spauracchio. «Sì, io c'ero in quell'Olimpica allenata da Rocca e battuta 4-0 dallo Zambia - racconta Evani,- Erano fortissimi fisicamente, e forse li sottovalutammo: invece ci ammazzarono sotto tutti i punti di vista, il giorno dopo fu una valanga di critiche, anche se poi recuperammo la qualificazione».
«Non pensate che dopo aver battuto la Francia sia facile con lo Zambia: corrono come matti, per loro fare i supplementari non è una fatica. Sono maratoneti, la fame di vittorie è la loro molla. E se la mettiamo sul loro piano, non c'è scampo». Nemmeno questa volta, intende Evani che sa benissimo che i nsuoi azzurrini di strada ne possono fare ancora tanta.
«Non pensate che dopo aver battuto la Francia sia facile con lo Zambia: corrono come matti, per loro fare i supplementari non è una fatica. Sono maratoneti, la fame di vittorie è la loro molla. E se la mettiamo sul loro piano, non c'è scampo». Nemmeno questa volta, intende Evani che sa benissimo che i nsuoi azzurrini di strada ne possono fare ancora tanta.
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