La Juve crolla nella serata più attesa
Troppo Real per una squadra stanca e anche un poco sfortunata. Un grandissimo Ronaldo riporta la coppa a Madrid
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Juventus1
REAL MADRID4
JUVENTUS: Buffon 5, Barzagli 5 (21' st Cuadrado 4.5), Bonucci 5, Chiellini 5, Alex Sandro 5, Pjanic 5 (26' st Marchisio sv), Khedira 5, Dani Alves 5, Dybala 4 (32' st Lemina sv), Mandzukic 6.5, Higuain 4. All. Allegri 5.
REAL MADRID: Navas 7, Carvajal 6.5, Sergio Ramos 7, Varane 6.5, Marcelo 7, Kroos 6.5 (44' st Morata sv), Casemiro 7, Modric 7.5, Isco 6.5 (37' st Asensio 6.5), Benzema 6 (32' st Bale sv), Ronaldo 8. All. Zidane 7.5.
ARBITRO: Brych (Germania).
RETI: nel pt 20' Ronaldo, 27' Mandzukic; nel st 16' Casemiro, 19' Ronaldo, 45' Asensio.
NOTE: Espulso Cuadrado 38' st per doppia ammonizione. Ammoniti: Dybala, Alex Sandro, Cuadrado, Sergio Ramos e Carvajal
CARDIFF
Juve maledizione finale. È ancora il Real Madrid a vincere la Champions, la sua 12esima, un traguardo storico perché è la prima volta che una squadra la vince due volte di seguito da quando ha cambiato nome e formula. La squadra di Zidane ha umiliato la Juventus arrivata a Cardiff sicura che fosse davvero la volta buona per sedersi sul trono d'Europa ed invece incappata nella settima sconfitta nelle finali, che fa molto più male di quella di Berlino 2015. C'è ancora un abisso - o meglio, c'è stato ieri sera - tra le due squadre. Dopo una bella partenza, con palla-gol di Pjanic e il pareggio riagguantato con una rete acrobatica di Manduzkic, la squadra di Allegri è uscita di scena. Troppo brutta, irriconoscibile, senza mordente nè idee, senza fiato né convinzione nei secondi 45' semplicemente non giocati. Il Real, al contrario, è tornato in versione Galacticos: due perle di Ronaldo, che ha chiuso la stagione con 12 centri in 13 partite, ma tanto intorno a lui, dalla difesa al centrocampo, dagli esterni agli uomini d'ordine.
Dani Alves si è spento sul più bello, Khedira pure, ma sono stati due fantasmi soprattutto Higuain, che un'altra volta ha fallito l'esame Champions, e Dybala. Il cambio della «Joya» argentina con Lemina nell'ultimo pezzo della partita è stato l'ennesimo segnale di resa, anche di Allegri. La delusione è enorme per tutti i bianconeri, forse un po’ di più per Buffon che, alla soglia dei 40 anni, sperava finalmente di vincere il trofeo più ambito, insieme ai Mondiali.
La partenza della Juventus ha illuso i suoi tifosi: due tiri, non troppo impegnativi, di Higuain e poi la staffilata di Pjanic da fuori area sulla quale Navas dimostrava di meritare la maglia di portiere del Real. Al primo tiro Ronaldo fa centro aiutato da una deviazione di Boniucci. Dopo un errore di Isco la Juventus pareggiava con una semirovesciata di Mandzkic, sulla sponda di Higuain.
Nella ripresa la Juve è rimasta con la testa e con il cuore negli spogliatori, ha ceduto metri su metri, facendosi affossare da Casemiro, con un gran tiro da fuori, e ancora Ronaldo nel giro di tre minuti, tra 16' e 19'. Nel finale il poker dell'appena entrato Asensio.
E i bianconeri restavamo pure in 10: Cuadrado, ammonito due volte in 17', (ma la seconda è sembrata davvero esagerata) è stato il primo a lasciare la scena. Fisicamente. Ma gli altri lo avevano già fatto con la testa.
Nel dopo gara Andrea Andrea è sceso in campo per consolare i suoi ragazzi ma è indubbio che la sconfitta pesa e rovina una stagione per altri versi fantastica.
REAL MADRID4
JUVENTUS: Buffon 5, Barzagli 5 (21' st Cuadrado 4.5), Bonucci 5, Chiellini 5, Alex Sandro 5, Pjanic 5 (26' st Marchisio sv), Khedira 5, Dani Alves 5, Dybala 4 (32' st Lemina sv), Mandzukic 6.5, Higuain 4. All. Allegri 5.
REAL MADRID: Navas 7, Carvajal 6.5, Sergio Ramos 7, Varane 6.5, Marcelo 7, Kroos 6.5 (44' st Morata sv), Casemiro 7, Modric 7.5, Isco 6.5 (37' st Asensio 6.5), Benzema 6 (32' st Bale sv), Ronaldo 8. All. Zidane 7.5.
ARBITRO: Brych (Germania).
RETI: nel pt 20' Ronaldo, 27' Mandzukic; nel st 16' Casemiro, 19' Ronaldo, 45' Asensio.
NOTE: Espulso Cuadrado 38' st per doppia ammonizione. Ammoniti: Dybala, Alex Sandro, Cuadrado, Sergio Ramos e Carvajal
CARDIFF
Juve maledizione finale. È ancora il Real Madrid a vincere la Champions, la sua 12esima, un traguardo storico perché è la prima volta che una squadra la vince due volte di seguito da quando ha cambiato nome e formula. La squadra di Zidane ha umiliato la Juventus arrivata a Cardiff sicura che fosse davvero la volta buona per sedersi sul trono d'Europa ed invece incappata nella settima sconfitta nelle finali, che fa molto più male di quella di Berlino 2015. C'è ancora un abisso - o meglio, c'è stato ieri sera - tra le due squadre. Dopo una bella partenza, con palla-gol di Pjanic e il pareggio riagguantato con una rete acrobatica di Manduzkic, la squadra di Allegri è uscita di scena. Troppo brutta, irriconoscibile, senza mordente nè idee, senza fiato né convinzione nei secondi 45' semplicemente non giocati. Il Real, al contrario, è tornato in versione Galacticos: due perle di Ronaldo, che ha chiuso la stagione con 12 centri in 13 partite, ma tanto intorno a lui, dalla difesa al centrocampo, dagli esterni agli uomini d'ordine.
Dani Alves si è spento sul più bello, Khedira pure, ma sono stati due fantasmi soprattutto Higuain, che un'altra volta ha fallito l'esame Champions, e Dybala. Il cambio della «Joya» argentina con Lemina nell'ultimo pezzo della partita è stato l'ennesimo segnale di resa, anche di Allegri. La delusione è enorme per tutti i bianconeri, forse un po’ di più per Buffon che, alla soglia dei 40 anni, sperava finalmente di vincere il trofeo più ambito, insieme ai Mondiali.
La partenza della Juventus ha illuso i suoi tifosi: due tiri, non troppo impegnativi, di Higuain e poi la staffilata di Pjanic da fuori area sulla quale Navas dimostrava di meritare la maglia di portiere del Real. Al primo tiro Ronaldo fa centro aiutato da una deviazione di Boniucci. Dopo un errore di Isco la Juventus pareggiava con una semirovesciata di Mandzkic, sulla sponda di Higuain.
Nella ripresa la Juve è rimasta con la testa e con il cuore negli spogliatori, ha ceduto metri su metri, facendosi affossare da Casemiro, con un gran tiro da fuori, e ancora Ronaldo nel giro di tre minuti, tra 16' e 19'. Nel finale il poker dell'appena entrato Asensio.
E i bianconeri restavamo pure in 10: Cuadrado, ammonito due volte in 17', (ma la seconda è sembrata davvero esagerata) è stato il primo a lasciare la scena. Fisicamente. Ma gli altri lo avevano già fatto con la testa.
Nel dopo gara Andrea Andrea è sceso in campo per consolare i suoi ragazzi ma è indubbio che la sconfitta pesa e rovina una stagione per altri versi fantastica.
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