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Il pagellone del Cagliari: da Borriello a Rastelli i voti della stagione

Roberto Muretto
Borriello in gol a Genova
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Borriello in gol a Genova

In archivio il campionato concluso con l'undicesimo posto in classifica e una salvezza anticipata

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CAGLIARI. Questi i voti della stagione dei protagonisti del campionato del Cagliari.

7.5 BORRIELLO. Arrivato tra lo scetticismo generale, ha smentito tutti sul campo dimostrando che ha ancora molto da dare. Sedici gol in campionato e quattro in Tim Cup, un bel bottino per uno considerato alle soglie della pensione.

7 RAFAEL. Titolare dopo l’addio di Storari. Con le sue prestazioni ha trasmesso sicurezza ai compagni ed è spesso risultato decisivo. Ha parato tre rigori, confermando che nonostante non sia più di primo pelo ha conservato agilità e istinto. Una certezza.
SV COLOMBO. Una sola presenza di pochi minuti per dire addio al calcio giocato.
5 GABRIEL. Doveva essere un valore aggiunto, ma quando gli è stata data la possibilità di giocare ha fallito. Torna al Milan per fine prestito.
6 CROSTA. Una gara da titolare, l’ultima col Milan. Un rigore parato e tanti interventi decisivi. Un bel segnale.
6 CEPPITELLI. Stagione condizionata dagli infortuni. Ha giocato col contagocce ma quando è stato chiamato in causa ha quasi sempre risposto positivamente.
5,5 SALAMON. Il polacco non ha avuto tanto spazio. Qualche buona prestazione ma anche altre molto negative.
6,5 BRUNO ALVES. Ha saltato solo due gare. Il difensore portoghese, ora passato ai Rangers di Glasgow, ha dato solidità al reparto. Nel finale di stagione ha pagato un calo fisico.

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SV CAPUANO. Poche presenze. E’ stato condizionato dagli infortuni.
7 MURRU. Non è facile essere profeta in patria. Lui c’è riuscito con tanto sacrificio, convincendo anche i più scettici. E’ cresciuto sul piano tattico, ha eliminato le distrazioni. Non avere concorrenza lo ha aiutato moltissimo.
SV MIANGUE. Impossibile giudicare un calciatore che preso a gennaio non ha mai giocato una partita intera. Tornerà all’Inter per fine prestito.
7 PISACANE. Ad un certo punto del torneo, Rastelli lo ha riportato a fare il centrale. Ha risposto alla grande, annullando avversari che facevano paura. Carattere e determinazione non gli mancano. Suo l’ultimo gol ufficiale al Sant’Elia.
5 DI GENNARO. Le qualità non di discutono, ma il suo carattere un po’ chiuso non lo ha aiutato. All’inizio Rastelli ha puntato su di lui, le risposte non sono state quelle che ci si aspettavano ed è finito in panchina. Non ha rinnovato il contratto.
6,5 TACHTSIDIS. Ha alternato buonissime prestazioni ad altre da dimenticare. Ma è stato importante nel momento cruciale del campionato, quando gli sono state messe in mano le chiavi del centrocampo. Non è un regista, è un mediano da combattimento. Preziosa la sua disponibilità.
6 FARAGO’. Arrivato a gennaio, si è rivelato un “soldatino” diligente. Un giocatore che ha un cuore grande così che ha dimostrato di meritare la serie A.
6 DESSENA. Rientrato a novembre a quasi undici mesi dall’infortunio, il capitano si è messo a disposizione ed è stato utilissimo alla causa. Poi si è di nuovo fatto male e la sua stagione è finita in anticipo.
6 DEIOLA. Tornato a gennaio in anticipo dal prestito allo Spezia, Alessandro ha dato il suo contributo le poche volte che è stato chiamato in causa.
7,5 BARELLA. Ha avuto una crescita esponenziale. E’ migliorato tecnicamente, tatticamente, sul piano del carattere. Un giocatore destinato a una carriera importante se continua su questa strada. Non è un caso se molte big, in Italia e all’estero, lo seguono. E’ il “gioiellino” del Cagliari.
6 PADOIN. Merita la sufficienza per quanto ha saputo dare alla squadra nel girone di andata. Un giocatore generoso, stimatissimo dai compagni. Evidente il calo fisico avuto nella seconda parte della stagione che gli ha fatto perdere la maglia da titolare.
5,5 ISLA. È vero che la Coppa America gli ha tolto molte energie. Ma dal cileno ci si aspettava un rendimento migliore. Sono più le partite negative che quelle positive. La sua duttilità (può giocare esterno sia in difesa che a centrocampo) è stata importante ma gli è mancata la continuità di rendimento.
6,5 JOAO PEDRO. Genio e sregolatezza. Per lui non ci sono vie di mezzo: o fa cose meravigliose, oppure ne combina (in negativo) di tutti i colori. Il brasiliano ha deliziato i tifosi con le sue giocate di qualità, ha segnato sette gol, si è reso protagonista di tante belle prestazioni. Deve essere più continuo, è questo il suo tallone d’Achille.
6 FARIAS. Vale più o meno il discorso fatto per Joao. Ha numeri importanti nelle sue corde ma ogni tanto prevale l’anarchia di un calciatore innamorato del pallone. Deve lavorare sulla fase di non possesso se vuole fare il salto di qualità.
6 MELCHIORRI. L’apice lo ha raggiunto con la doppietta segnata a Milano contro l’Inter. La sfortuna lo perseguita, un altro brutto infortunio lo ha tolto di mezzo in fetta. Ha solo potuto annusare la serie A, spera di rifarsi la prossima stagione.
7 SAU. Un po’ è stato penalizzato dal modo di giocare del Cagliari. Rastelli gli ha spesso chiesto un gran lavoro in fase di non possesso e questo lo ha costretto ad allontanarsi dalla porta. Il gol gli è mancato tantissimo, ma nel finale di stagione si è rifatto, dimostrando che non ha dimenticato come si fa. È un punto fermo della rosa.
6,5 HAN. Il talento nordcoreano, beniamino dei tifosi, ha giocato qualche spezzone di partita e segnato un gol nella gara col Toro. Una promessa che il prossimo campionato può ritagliarsi spazi importanti.
6,5 RASTELLI. Gli era stata chiesta la salvezza. Ha centrato l’obiettivo con quattro turni di anticipo. La squadra ha espresso un buon calcio ma ha subito una quantità industriale di gol. Spesso è mancato l’equilibrio, una lacuna da colmare.

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