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Aru mette nel mirino la maglia tricolore 

Aru mette nel mirino la maglia tricolore 

Il 25 in Piemonte il campionato italiano, per il sardo è l’ultimo test prima di un Tour che vuole correre da protagonista

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SASSARI. Cerchietto rosso sul 25 giugno, appassionati di ciclismo. E’ la domenica del campionato italiano, e Fabio Aru vuole che diventi la sua domenica.

Il Cavaliere dei Quattro Mori è tornato. Due mesi dopo l’ultima corsa, dopo lo stop dovuto a un virus che l’ha fatto fuori dalla Tirreno-Adriatico e dopo l’infortunio al ginocchio sinistro che gli ha vietato il Giro d’Italia che partiva dalla sua Sardegna, Fabio Aru si è saggiato, testato e ritrovato sulle salite del Criterium del Delfinato, dove la sua Astana ha conquistato la classifica generale con Jacob Fuglsang e dove lo scalatore di Villacidro è stato tra i protagonisti, arrivando quinto ad appena cinque secondi dal podio, dopo una battaglia di muscoli e di strategia condotta alla pari con Valverde, Porte, Froome e Contador.

«Certo, il terzo posto sarebbe stato meglio – ha commentato Aru –, però devo essere onesto. Sono arrivato al Delfinato con molti dubbi perché la mia stagione finora non è stata molto fortunata, ma quando ho attaccato sul Colombiere mi sono detto «vediamo come sono messo”. Quindi alla fine sono superfelice per la vittoria di Jacob, e per quanto riguarda me devo dire che ero partito con molti dubbi e ho concluso con tante certezze».

Fabio Aru c’è. Dopo un brevissimo riposo ha ripreso ad allenarsi in altura, al Sestriere, con nel mirino il Tour de France che parte il primo luglio dalla Germania, a Düsseldorf.

Aru alla Grand Boucle dovrà dividere la responsabilità della squadra con Fuglsang, capitano designato sin dall’inizio, e ora co-capitano dopo il forzato cambio di programma di Aru. I due al Delfinato hanno dimostrato di poter coesistire in maniera produttiva, ed è un bel segnale per il Cavaliere che inforcherà la bici con l’obiettivo di migliorare il 13° posto dello scorso anno, quello del suo esordio francese, quando dopo essere stato sesto è scivolato con un penultimo giorno disgraziato in 13ª posizione.

Ma prima c’è il campionato italiano, e Aru in Piemonte andrà per correre e per vincere. Il percorso lo stuzzica, 236 chilometri da Asti a Ivrea con una gran bella salita (Castelnuovo Nigra, quota 830)a metà gara e quattro scalatine secche e impegnative negli ultimi 70 chilometri. Sfida nella sfida, poi, Aru ha sempre sentito la necesssità di mettersi alla prova nelle gare di un giorno e finora non c’è mai riuscito. Non nelle classiche del Nord, anche se in occasione della gara di un giorno più importante al mondo, la prova olimpica in linea, ha dimostrato di sapersela cavare eccome, prima trascinando Nibali in fuga prima della sfortunatissima caduta del messinese, poi arrivando al traguardo sesto, migliore degli azzurri a Rio de Janeiro. Il 25 giugno in Piemonte Fabio Aru proverà a ritrovare la vittoria, dopo oltre un anno (Giro del Delfinato), ma soprattutto dirà ai suoi tifosi e a se stesso che Tour de France sarà il suo.



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