«Il mio Cagliari? Sarà duttile e tosto»
di Mario Frongia
Massimo Rastelli guarda alla prossima stagione: «Spero che Borriello resti. Cossu è una bandiera, troverà spazio»
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Conquistato da Cagliari e dalla Sardegna, l'uomo della gavetta e dei risultati, approda su twitter. Massimo Rastelli 2.0. Con rinnovo fino al 2019. Il tecnico che ha rifiutato, tra l'altro, un triennale col Frosinone, la corte serrata del Bari, riparte. Con entusiasmo, fiducia, umiltà.
«Ero al debutto, ho capito tante cose, possiamo migliorare. Basta volerlo e crederci assieme». Il tecnico osserva le gru alla Sardegna Arena. A cento metri smontano i Distinti: «Potrò dire di aver giocato e allenato al Sant'Elia. Ricordi speciali? Due anni meravigliosi per le risposte date al club. Poi, l'abbraccio con Gigi Riva e gli altri dello scudetto». Mercato aperto, trentuno giocatori al 1° luglio. «A Pejo spero di poter lavorare con la rosa quanto più completa. In questo periodo - dice il tecnico - gettiamo le basi per la stagione»
Cosa serve al Cagliari?
«Davanti con Borriello, Sau, Farias, Joao Pedro, Melchiorri, Cossu, Han e Giannetti siamo messi bene. Serve qualcosa in mezzo più un'alternativa a Alves. Valuteremo le opportunità, con presidente e direttore abbiamo tracciato identikit e percorso di massima. Sarà un Cagliari tosto e voglioso di salvezza».
Nasce la dorsale Cragno, Pisacane, Barella, Borriello?
«Pisacane e Borriello vengono da un'annata super per continuità e sostanza. Cragno torna dopo due stagioni decisive in B, potrà mostrare quanto vale. Su Barella pensiamo possa fare il regista. Vedremo».
Padoin dove gioca?
«Tutti vorrebbero averlo: grande professionista, può giocare in varie zone del campo».
Torniamo a Borriello: si rischia di perderlo?
«Per me è un punto fermo, lo aspetto l'8 luglio».
Cosa sarà dei brasiliani?
«Farias può essere determinante, è stato penalizzato dagli infortuni. Mi auguro trovi continuità e mostri il suo valore. Stimo tanto Joao Pedro, mi auguro rimanga».
Sarà l'anno di Ionita?
«Sì. L'anno scorso è stato sfortunato eppure ha fatto una seconda parte di campionato positiva".
Ritrova Cossu. Vi siete già incontrati?
«Ci siamo salutati alla gara d'addio al Sant'Elia. Approfondiremo, ma sia chiaro: è una bandiera. Troveremo la collocazione per fargli dare il meglio».
Si riparte col trequartista e le due punte?
«Sarà un Cagliari camaleontico, abbiamo un potenziale offensivo importante da sfruttare con equilibrio».
Giulini dice: decimo posto uguale scudetto, undicesimo preliminari Champions, dodicesimo Europa League. Le mette pressione la scaletta?
«No, gli obiettivi sono condivisi con il presidente e il direttore. La salvezza è fondamentale ma i tifosi stiano tranquilli: proveremo a prenderci tutto il possibile.
Con il patron l'intesa è collaudata. Con Rossi come va?
"Giovanni è competente e affabile. Abbiamo trovato subito dialogo e intesa su strategie e sul tipo di calcio che ci piace. L'ampliamento dello staff serve a migliorare lavoro e organizzazione, con più supporto ai calciatori».
Terzo anno in rossoblù, cosa la spaventa?
«Nulla. Sono motivato e so di ripartire da zero. Confido nel lavoro duro e serio che dà i risultati».
«Ero al debutto, ho capito tante cose, possiamo migliorare. Basta volerlo e crederci assieme». Il tecnico osserva le gru alla Sardegna Arena. A cento metri smontano i Distinti: «Potrò dire di aver giocato e allenato al Sant'Elia. Ricordi speciali? Due anni meravigliosi per le risposte date al club. Poi, l'abbraccio con Gigi Riva e gli altri dello scudetto». Mercato aperto, trentuno giocatori al 1° luglio. «A Pejo spero di poter lavorare con la rosa quanto più completa. In questo periodo - dice il tecnico - gettiamo le basi per la stagione»
Cosa serve al Cagliari?
«Davanti con Borriello, Sau, Farias, Joao Pedro, Melchiorri, Cossu, Han e Giannetti siamo messi bene. Serve qualcosa in mezzo più un'alternativa a Alves. Valuteremo le opportunità, con presidente e direttore abbiamo tracciato identikit e percorso di massima. Sarà un Cagliari tosto e voglioso di salvezza».
Nasce la dorsale Cragno, Pisacane, Barella, Borriello?
«Pisacane e Borriello vengono da un'annata super per continuità e sostanza. Cragno torna dopo due stagioni decisive in B, potrà mostrare quanto vale. Su Barella pensiamo possa fare il regista. Vedremo».
Padoin dove gioca?
«Tutti vorrebbero averlo: grande professionista, può giocare in varie zone del campo».
Torniamo a Borriello: si rischia di perderlo?
«Per me è un punto fermo, lo aspetto l'8 luglio».
Cosa sarà dei brasiliani?
«Farias può essere determinante, è stato penalizzato dagli infortuni. Mi auguro trovi continuità e mostri il suo valore. Stimo tanto Joao Pedro, mi auguro rimanga».
Sarà l'anno di Ionita?
«Sì. L'anno scorso è stato sfortunato eppure ha fatto una seconda parte di campionato positiva".
Ritrova Cossu. Vi siete già incontrati?
«Ci siamo salutati alla gara d'addio al Sant'Elia. Approfondiremo, ma sia chiaro: è una bandiera. Troveremo la collocazione per fargli dare il meglio».
Si riparte col trequartista e le due punte?
«Sarà un Cagliari camaleontico, abbiamo un potenziale offensivo importante da sfruttare con equilibrio».
Giulini dice: decimo posto uguale scudetto, undicesimo preliminari Champions, dodicesimo Europa League. Le mette pressione la scaletta?
«No, gli obiettivi sono condivisi con il presidente e il direttore. La salvezza è fondamentale ma i tifosi stiano tranquilli: proveremo a prenderci tutto il possibile.
Con il patron l'intesa è collaudata. Con Rossi come va?
"Giovanni è competente e affabile. Abbiamo trovato subito dialogo e intesa su strategie e sul tipo di calcio che ci piace. L'ampliamento dello staff serve a migliorare lavoro e organizzazione, con più supporto ai calciatori».
Terzo anno in rossoblù, cosa la spaventa?
«Nulla. Sono motivato e so di ripartire da zero. Confido nel lavoro duro e serio che dà i risultati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
