«Felice di essere in porto sano e salvo»
All’arrivo soddisfazione e un pizzico di sollievo dopo oltre 17 giorni in mare
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CAGLIARI. «E’ stata una Ostar estremamente impegnativa, sono contento di essere qui sano e salvo». Sono queste le prime parole pronunciate da Andrea Mura, primo al traguardo della transatlantica in solitario, salpata da Plymouth il 29 maggio scorso. Tempo di percorrenza: 17 giorni, 4 ore, 6 minuti, 19 secondi. Non è record ma quasi considerate le condizioni meteo che hanno messo a dura prova il velista cagliaritano e che hanno decimato la flotta, costringendo al ritiro i due terzi dei concorrenti.
«Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno seguito tramite giornali, Tv e web, ed anche tramite i social, so che sono stati centinaia di migliaia. Mi hanno fatto sentire un affetto ed una vicinanza incredibili – ha continuato Mura –. Anche in mezzo all’Oceano non mi sono mai sentito veramente solo. Vorrei ringraziarli ad uno ad uno».
«Sono felice di essere qui a Newport per la terza volta. Questa è una città dove la vela è lo sport nazionale e dove, non a caso, la via più trafficata si chiama “Americas Cup”. E’ anche la città che mi ricorda le gesta di Azzurra e di Cino Ricci e oggi che il festeggiato sono io la cosa mi fa estremamente piacere».
Mura ha voluto ringraziare gli sponsor tecnici e tutti i volontari che hanno reso possibile la sua avventura (un ringraziamento particolare ai soci del circolo cagliaritano Vento di Shardana) e ha rivendicato con un punta di orgoglio i record demoliti nei suoi 17 giorni di navigazione. «E’ vero, non ho battuto il tempo di Soldini – ha detto – ma sono il primo ad aver vinto due volte questa regata (anzi tre considerata la Twostar) sono quello che è passato più a nord e che ha vinto l’edizione più dura tra tutte quelle disputate».
Poi, prima di sparire dai radar delle telecamere, uno sguardo al futuro. Andrea resterà a Newport fino al 21 giugno, giorno della cerimonia di premiazione. Poi sarà a New York per un incontro con le autorità locali e con la comunità italiana negli Usa e solo ai primi di luglio farà rientro in Italia. A Cagliari sarà organizzata una grande festa di benvenuto sulla falsariga di quella che ha accompagnato la partenza.
Vento di Sardegna resterà invece in America perchè, probabilmente, sarà ospite illustre delle finali di Coppa America nelle Bahamas. Poi anche per il 50 piedi sarà il momento di affrontare l’Atlantico in senso contrario.
«Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno seguito tramite giornali, Tv e web, ed anche tramite i social, so che sono stati centinaia di migliaia. Mi hanno fatto sentire un affetto ed una vicinanza incredibili – ha continuato Mura –. Anche in mezzo all’Oceano non mi sono mai sentito veramente solo. Vorrei ringraziarli ad uno ad uno».
«Sono felice di essere qui a Newport per la terza volta. Questa è una città dove la vela è lo sport nazionale e dove, non a caso, la via più trafficata si chiama “Americas Cup”. E’ anche la città che mi ricorda le gesta di Azzurra e di Cino Ricci e oggi che il festeggiato sono io la cosa mi fa estremamente piacere».
Mura ha voluto ringraziare gli sponsor tecnici e tutti i volontari che hanno reso possibile la sua avventura (un ringraziamento particolare ai soci del circolo cagliaritano Vento di Shardana) e ha rivendicato con un punta di orgoglio i record demoliti nei suoi 17 giorni di navigazione. «E’ vero, non ho battuto il tempo di Soldini – ha detto – ma sono il primo ad aver vinto due volte questa regata (anzi tre considerata la Twostar) sono quello che è passato più a nord e che ha vinto l’edizione più dura tra tutte quelle disputate».
Poi, prima di sparire dai radar delle telecamere, uno sguardo al futuro. Andrea resterà a Newport fino al 21 giugno, giorno della cerimonia di premiazione. Poi sarà a New York per un incontro con le autorità locali e con la comunità italiana negli Usa e solo ai primi di luglio farà rientro in Italia. A Cagliari sarà organizzata una grande festa di benvenuto sulla falsariga di quella che ha accompagnato la partenza.
Vento di Sardegna resterà invece in America perchè, probabilmente, sarà ospite illustre delle finali di Coppa America nelle Bahamas. Poi anche per il 50 piedi sarà il momento di affrontare l’Atlantico in senso contrario.
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