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Il ruggito di Tore Pinna: attenti alla Torres 

Il ruggito di Tore Pinna: attenti alla Torres 

Il portiere promette il riscatto dopo la retrocessione in Eccellenza: «La società sta lavorando bene, torneremo in D»

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SASSARI. Se c’è qualcuno che rappresenta il nuovo spirito della Torres che rinasce, questo è Tore Pinna. Durante l’assemblea popolare voluta dalla nuova dirigenza per illustrare i programmi della squadra rossoblù era il più emozionato di tutti, quasi sentisse la responsabilità di rappresentare il nuovo spirito della Torres che si appresta compiere i primi passi di un percorso che dovrà portarla a raggiungere vette degne della sua storia e che dovrà, soprattutto, cancellare il ricordo di una vergognosa gestione che ha affossato la società sassarese negli ultimi anni. «Sono ancora emozionato – dice Tore Pinna – per aver potuto constatare, ma per la verità non avevo dubbi, quanto grande sia la passione per la Torres da parte di un popolo rossoblù che non ne può più di vederla umiliata e offesa. L’assemblea dell’altro giorno è stata spettacolare e mi ha dato la certezza che la Torres non può morire. Mi sono commosso, e non sono stato il solo, nel vedere come sia grande l’amore dei tifosi per la nostra squadra».

A 42 anni (li compirà ad agosto), Tore Pinna non vuole stare solo a guardare. Gli rode ancora la mancata salvezza del campionato appena concluso ma quella sconfitta ha rafforzato la sua fede per la maglia rossoblù. E lui vuole essere un protagonista dell’inizio del nuovo corso. «Mi sembra – sottolinea il portierone – che siano state gettate le basi per fare bene. La nuova società sta lavorando con attenzione per ridare dignità alla Torres che resta la squadra e il simbolo sportivo di Sassari. Vedo entusiasmo e consapevolezza in questa impresa di allestire una squadra che possa ripartire alla grande sia pure nel campionato di Eccellenza. Che comunque, lo voglio sottolineare, non sarà facile perché sono tante le squadre che si stanno attrezzando. Contro di noi poi tutti giocheranno la partita della vita».

«Quindi sarà necessario – aggiunge Tore Pinna – allestire una squadra con giocatori che devono essere consapevoli di vestire una maglia che non si può tradire. La Torres dovrà essere una squadra equilibrata col giusto mix di giovani ed esperti, dove tutti dovranno sacrificarsi».

Una squadra affidata alla guida tecnica di Ivan Cirinà, un altro torresino doc. «Ivan è sicuramente un allenatore molto preparato – dice il capitano della Torres –, che conosce bene la categoria. In più è uno che si sente torresino dentro e che potrà essere un valore aggiunto per la squadra». E in questa nuova Torres che ruolo avrà ancora Tore Pinna? «Io voglio esserci da protagonista – spiega il portiere – perché voglio il bene della Torres. Mi sento ancora in grado di poter dare un contributo importante. E poi al di la del bene della Torres, vorrei togliermi una soddisfazione personale alla quale tengo molto. Mi mancano 28 partite per superare quel mito che è stato Paolo Morosi per presenze in maglia rossoblù. Per me raggiungere quel traguardo sarebbe il massimo, direi quasi più importante di quanto ho saputo fare giocando da protagonista anche in Serie B».

Il “vecchio” leone ruggisce ancora. Difficilmente chi vestirà nel prossimo campionato la maglia della Torres potrà non guardare a un giocatore esemplare non solo dal punto di vista tecnico come Tore Pinna.

Daniele Doro

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