«Correrò giorno per giorno, pronto a tutto»
La serenità del campione di Villacidro alla presentazione delle squadre: «Felice di essere ritornato»
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DORTMUND. Fabio Aru a sinistra, con la visibilissima maglia di campione italiano. Jacob Fuglsang al lato opposto. Due capitani per l’Astana al Tour de France 2017 che parte domani. Il danese, vincitore del Delfinato e numero uno designato quando ancora Aru avrebbe dovuto puntare sul Giro, e il sardo “promosso” d’autorità e pronto a puntare al podio.
La collaborazione fra i due, già vincente al Delfinato, ieri è scattata anche sul palco della Grand Depart, la presentazione ufficiale delle squadre. Aru non si è sottratto alle domande, largo sorriso e grande serenità. «Sono contento di essere tornato al Tour – ha esordito Fabio –, per me è molto bello».
Parti per arrivare tra i primi cinque o vivrai la corsa giorno per giorno? Gli viene chiesto. «Affronterò la corsa giorno per giorno, anche perché in questa stagione ho avuto dei problemi fisici, ma punterò al miglior risultasto possibile», ha concluso.
Poi è stata la volta di Fuglsang, anche lui in un momento di forma strepitoso. Alla fine, come sempre, sarà la strada a decidere, e in particolare saranno decisivi i primi dieci giorni, prima delle salite vere. Quei giorni nei quali bisogna stare davanti ma senza rischiare. Dopo, la tattica di una squadra a due punte può rivelarsi vincente per entrambi.
Chris Froome, britannico del Team Sky, vincitore delle ultime due edizioni e nel 2013, punta deciso al poker. Tra Pirenei e Alpi troverà gli ossi più duri, dal colombiano Nairo Quintana, all'australiano Richie Porte, suo ex gregario e indicato dallo stesso Froome come l'avversario più pericoloso insieme con il Jakob Fuglsang. L'italiano Daniele Bennati si metterà in luce insieme con altri connazionali, come Dario Cataldo e Gianluca Brambilla, ma a poter puntare a una vittoria di tappa sono Diego Ulissi e Sonny Colbrelli, entrambi debuttanti. Quanto ad Aru, dopo l'esperienza utile ma non esaltante della scorsa stagione, è pronto a cogliere ogni occasione anche se l'infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori al Giro potrebbe pesare in una prova dura come il Tour. Ma la dimostrazione di potenza fornita al campionato italiano fa ben sperare.
La collaborazione fra i due, già vincente al Delfinato, ieri è scattata anche sul palco della Grand Depart, la presentazione ufficiale delle squadre. Aru non si è sottratto alle domande, largo sorriso e grande serenità. «Sono contento di essere tornato al Tour – ha esordito Fabio –, per me è molto bello».
Parti per arrivare tra i primi cinque o vivrai la corsa giorno per giorno? Gli viene chiesto. «Affronterò la corsa giorno per giorno, anche perché in questa stagione ho avuto dei problemi fisici, ma punterò al miglior risultasto possibile», ha concluso.
Poi è stata la volta di Fuglsang, anche lui in un momento di forma strepitoso. Alla fine, come sempre, sarà la strada a decidere, e in particolare saranno decisivi i primi dieci giorni, prima delle salite vere. Quei giorni nei quali bisogna stare davanti ma senza rischiare. Dopo, la tattica di una squadra a due punte può rivelarsi vincente per entrambi.
Chris Froome, britannico del Team Sky, vincitore delle ultime due edizioni e nel 2013, punta deciso al poker. Tra Pirenei e Alpi troverà gli ossi più duri, dal colombiano Nairo Quintana, all'australiano Richie Porte, suo ex gregario e indicato dallo stesso Froome come l'avversario più pericoloso insieme con il Jakob Fuglsang. L'italiano Daniele Bennati si metterà in luce insieme con altri connazionali, come Dario Cataldo e Gianluca Brambilla, ma a poter puntare a una vittoria di tappa sono Diego Ulissi e Sonny Colbrelli, entrambi debuttanti. Quanto ad Aru, dopo l'esperienza utile ma non esaltante della scorsa stagione, è pronto a cogliere ogni occasione anche se l'infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori al Giro potrebbe pesare in una prova dura come il Tour. Ma la dimostrazione di potenza fornita al campionato italiano fa ben sperare.
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