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Canu: pronti a prendere il Carbonia 

Canu: pronti a prendere il Carbonia 

Parla il capo della cordata che vuole rilevare la società di Giganti

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CARBONIA. Il destino del Carbonia, in mano finora alla famiglia Giganti, che ha manifestato il desiderio, dopo 15 anni, di passare la mano, sembra pronto a sciogliersi nei prossimi giorni, tenendo conto anche delle scadenze relative alle iscrizioni ai campionati. Ne parla Stefano Canu, già direttore tecnico con la gestione Giganti e ora portavoce del gruppo di imprenditori che si dichiara disponibile a subentrare nella gestione del club. «Sia chiara una cosa – dice Canu – questo gruppo non si muove contro la famiglia Giganti né contro nessuno; anzi, siamo grati alla famiglia per come ha gestito la società in questi anni, per aver puntato, con lungimiranza, sullo sviluppo del settore giovanile che consente al Carbonia di stare ai primi posti a livello regionale dopo le società professionistiche e per aver raggiunto importantissimi traguardi con una squadra molto giovane. Semplicemente abbiamo verificato la esigenza della famiglia Giganti di farsi da parte ed abbiamo manifestato l’interesse a subentrare».

I Giganti stanno valutando l’offerta e, tenuto conto che sulla prima proposta c’era qualche perplessità, il gruppo che intende subentrare ha apportato delle modifiche al progetto nel senso desiderato dalla famiglia e ora le parti sembrerebbero più vicine a trovare l’intesa. Non fa nomi per ora Canu anche se sul gruppo di imprenditori circolano le prime indiscrezioni in città. «Fino a quando la situazione non si chiarisce – prosegue il direttore tecnico – è meglio, per quanto possibile, che i nomi non escano. Di sicuro si tratta di persone serie conosciute a Carbonia che hanno un progetto complessivo del quale sono portavoce. Si intende creare una società srl che sia una polisportiva, che curi particolarmente il settore giovanile e non solo nel calcio, e che consenta a tutti i cittadini che ne vogliono far parte di aderire. Disputare un campionato di calcio è costoso, perciò si vogliono creare le possibilità perché lo sforzo sia ripartito per quanto possibile. L’idea è anche di realizzare un impianto in sintetico, ma sono tutte questioni che si vedranno se e quando la trattativa troverà uno sbocco».

Carlo Floris

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