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Portotorres in pericolo, un vertice per salvarlo 

Portotorres in pericolo, un vertice per salvarlo 

Martedì l’incontro tra società e Comune: «Non abbiamo più i numeri per andare avanti, ci serve aiuto»

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PORTO TORRES. Un incontro pubblico tra dirigenza del Portotorres, amministrazione comunale e chiunque fosse interessato alle sorti di una società che rischia seriamente di sparire dal panorama del calcio dilettantistico sardo: l’appuntamento è per martedì nella sala consiliare del municipio, dalle 17 alle 18, e nell’occasione i dirigenti del sodalizio rossoblù illustreranno a tutti il bilancio dell’ultima stagione agonistica e le problematiche esistenti. Dopo aver ottenuto la salvezza nel campionato di Promozione all’ultima giornata, sono rimasti in pochi a reggere le sorti della squadra. Sembrano ormai lontani i tempi dei successi a ripetizione in campionato e Coppa Italia, soprattutto perché terminati con una doppia retrocessione e un settore giovanile allo sbando. Giovani calciatori che nessuno ha valorizzato a dovere e che poi hanno scelto altri lidi per giocare. I pochi dirigenti di oggi hanno salvato la società dal fallimento, cambiando la denominazione societaria, ma attualmente si trovano a un bivio pericoloso e cercano un supporto numerico adeguato (non solo finanziario) per continuare a fare esistere i colori rossoblù. «Abbiamo fatto enormi sacrifici per portare a termine il torneo di Promozione - dicono i dirigenti -, riuscendo ad andare avanti nonostante le false promesse di chi doveva dare una mano e poi si è dileguato. Allo stato attuale non è possibile proseguire il cammino e confidiamo nell’incontro di martedì per cercare di trovare una svolta positiva per il bene del Portotorres». Una ciambella di salvataggio per non scomparire, dunque, facendo appello pure alle altre società di calcio portotorresi eventualmente interessate a continuare l’avventura in Promozione. «Siamo disposti a venire incontro a chiunque abbia una proposta per rilevare la squadra - aggiungono i dirigenti -: questo patrimonio sportivo merita di essere salvaguardato sempre e comunque».

Gavino Masia

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