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Rossi: «Il miglior acquisto? Barella» 

di Mario Frongia
Rossi: «Il miglior acquisto? Barella» 

Il nuovo ds del Cagliari fa il punto sulla squadra, lo stadio e le prospettive per la stagione che sta per cominciare

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CAGLIARI. Adora il mare, è convinto che lo stadio provvisorio possa fruttare da 6 a 8 punti, detesta le interviste. Giovanni Rossi si muove senza clamori. Con un solo bersaglio: incorniciare un Cagliari che possa bissare la salvezza e magari riesca a cogliere qualcosa di più. «L'obiettivo è quello, pensiamo a lavorare in comunità d'intenti, ci attende una stagione impegnativa». Tutti a caccia del titolo sul nuovo centrale, il futuro di Barella o l'identikit di un terzino. E invece no: il direttore sportivo rossoblù, ai margini di una premiazione in tv, riparte dalla Sardegna Arena: «L'impianto testimonia gli sforzi della società. L'esempio dello Juventus Stadium è lampante: con lo stadio di proprietà costruisci una tana che deve dare punti e soddisfazioni alla città e alla tifoseria. L'intento, nel mettere assieme questi obiettivi, è quello di stare in Sardegna. Il cronoprogramma non ha subito ritardi, ce la faremo».

Punti ma anche gratificazioni per la tifoseria: «La Sardegna Arena sarà a norma, moderno, accogliente. Preoccupazioni? No, sono felice, ho visto le foto e notato l'accelerazione».

Il ds che proviene dal Sassuolo, dove ha maturato una conoscenza dei giovani talenti sparsi per il mondo, ha alle spalle un quadriennio nelle giovanili della Juve. Da team manager e direttore sportivo della Primavera che con Fabio Grosso ha vinto tutto o quasi. Non a caso, nei giorni scorsi Max Allegri ha promosso la scelta di Giulini: «Con Rossi il Cagliari è in buone mani». Parole importanti. Anche per i supporter, attenti al mercato tra bufale e ipotesi vere e presunte. «Rispetto alla stagione scorsa, la filosofia societaria è cambiata. La squadra aveva vinto la B e c'era da allestire una rosa per la A. Ora, si ragiona con tempistiche diverse e senza fretta. Borriello? Marco ha sempre mostrato attaccamento al Cagliari e a Cagliari. Non ci sono mai stati problemi ma è normale che dopo aver segnato venti reti tra campionato e Tim Cup, club e giocatore si incontrino e parlino. L'ha detto Massimo Rastelli: Borriello è e rimane un punto fermo».

Si entra nel vivo. Rossi copre le carte. «Per rimpiazzare Bruno Alves cerchiamo un italiano esperto o uno straniero che abbia già giocato in A così da ridurre i tempi di ambientamento. Andreolli? Ha l'identikit giusto». Il club di Giulini gioca su più tavoli. «Pensiamo agli svincolati. Tra questi ci sono Ranocchia, Zucanovic, Paletta, Antei e Goldaniga».

Una giostra. Su cui non dovrebbe salire Cassano che, nei giorni scorsi, si è offerto a mezza serie A. «Un campione. Ma il reparto offensivo, visti i numeri dell'ultimo torneo, non va aggiornato». E in mezzo? Rossi smorza. «Barella è la miglior mezzala del '97, titolare in A. Lo teniamo per il bene suo e della società. Richieste? Da tutte le grandi, con Juve, Roma e Napoli in testa». Sulla difesa, partito Murru con il riscatto di Miangue e la ripresa di Capuano («Vedremo cosa succede»), la partita pare chiusa.

Con moglie e figlia, fresca di laurea, che faranno la spola tra Massa Carrara e Cagliari, Giovanni Rossi cerca casa in centro. «Mi piace stare a contatto con la gente, capire usanze, abitudini e mentalità. Conosco l'alta qualità della vita in Sardegna, ma mi piace verificare con mano». L'ultimo cenno riguarda lo staff tecnico. «Tibaudi, Caronti e Santoni integrano un gruppo che era sottodimensionato. Con il presidente e con Rastelli abbiamo scelto professionalità di alto profilo ed esperienza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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