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Kittel fa il cannibale, Froome si riposa 

Kittel fa il cannibale, Froome si riposa 

Tour de France. Il tedesco conquista la terza vittoria in sette tappe, la maglia gialla conserva 14” di vantaggio su Aru

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ROMA. Marcel Kittel da record. Cala il tris e si conferma re delle volate, al Tour de France di ciclismo. Il tedesco volante ha eguagliato il connazionale Erik Zabel, per 12 volte vittorioso nella Grande Boucle, entrando nella storia.

Facile prevedere che lo sprinter della Quickstep-Floors diventi il più vittorioso in assoluto, vista la giovane età: Kittel, infatti, ha solo 29 anni e una carriera che può regalargli ancora tante soddisfazioni. Difficile prevedere se arriverà a Parigi (i precedenti non sono confortanti, in tal senso), anche in relazione agli sforzi compiuti in questa prima parte di Tour e le energie - anche nervose - spese per mettere tutti in fila. La conquista della maglia verde, anche per la concomitante assenza di Peter Sagan il “cattivo” (il campione iridato è escluso dalla gara dopo lo sprint di tre giorni fa), può essere un incentivo in più. Si vedrà.

Il successo di ieri di Kittel (tre tappe su sette) nella Troyes-Nuits Saint-Georges) è stato però molto meno netto di quelli conquistati giovedì a Troyes e nella Duesseldorf-Liegi. Il ciclista norvegese Boasson Hagen, infatti, lo tenuto in scacco fino agli ultimi millimetri ed è stato un battito di ciglia ad assegnare la vittoria di tappa.

Anche il fotofinish, però, lascia perplessi e fa il paio con la decisione della giuria di assegnare la vittoria al tedesco. Boasson Hagen, infatti, sembra toccare leggerissimamente la linea del traguardo, ma tant’è. Non è la prima volta che una decisione del genere fa discutere, né sarà l'ultima.

Il corridore olandese Dylan Groenewegen è stato il combattivo di giornata e il leader della corsa Chris Froome ha portato al traguardo ancora una volta la maglia gialla senza particolari patemi, con Aru arrivato in mezzo al gruppo che resta al terzo posto della classifica generale con 14 secondi di ritardo, preceduto da Thomas Geraint del Team Sky di appena 2 secondi. Fabio Aru, leader della Astana, resta anche al comando della maglia a pois, come migliore scalatore, davanti a Daniel Martin della Quick-Step Floors e allo stesso Froome.

Per la maglia gialla ieri è andato tutto come previsto, insomma. Ma per il keniano bianco il bello viene adesso, perché da oggi la strada del Tour comincerà a salire e allora ci sarà spazio per la battaglia vera, quella indica i nomi dei possibili candidati al podio finale di Parigi e quelli che, invece, s’illudono di poterci salire.

L'ottava tappa del Tour de France, partenza da Dole a Station des Rousses, lunga 187,5 chilometri, presenta un Gran premio della montagna di Terza Categoria (il Cole de la Joux, a 1.043 metri), poi uno di Seconda (748 metri), infine Montée de la Combe de Laisia Les Molulunes di Prima categoria (1.202 metri), che incombe a soli 11 chilometri dal traguardo. Ci sarà spazio per qualche attacco, anche piccolo, nell'attesa del tappone di domenica, che presenta sei Gran premi della montagna dei quali tre di hors categorie.



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