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ARU AL TOUR, EMOZIONI IN GIALLO 

È un giallo. Ricco di suspsense, con colpi di scena ad ogni pagina, e inseguimenti mozzafiato. Però il colpevole non c’è. C’è invece un grande protagonista in questa edizione del Tour de France,...

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È un giallo. Ricco di suspsense, con colpi di scena ad ogni pagina, e inseguimenti mozzafiato. Però il colpevole non c’è. C’è invece un grande protagonista in questa edizione del Tour de France, quello di cui sua maestà Chris Froome nel primo capitolo aveva detto di non preoccuparsi e che invece salita dopo salita e tappa dopo tappa si sta confermando l’unico capace di sfidarlo a viso aperto e a pedale rovente sul suo terreno, le salite.

Fabio Aru ci ha provato anche ieri, sul Mont du Chat, dopo una giornata terribile e dopo aver mandato in avanscoperta il suo luogotenente Fuglsang. Sul più bello però il Cavaliere dei Quattro Mori si è dovuto fermare per aspettare l’inglese, vittima di un guasto meccanico e a quel punto ha dovuto cambiare strategia, dimostrandosi maturo e sempre produttivo: allora ha controllato gli avversari, ha tirato nell’inseguimento al francese fuggiasco, ha guidato con intelligenza in una discesa-trappola. E il secondo posto in classifica generale è un altro scalino salito in una carriera che il 23 luglio a Parigi vivrà una giornata decisiva. A spingere Fabio Aru sulle salite del Tour de France c’è tutta l’Italia di cui veste il tricolore, e c’è tutta la Sardegna. Un motivo in più per arrivare fino in fondo, per regalare emozioni fino all’ultima pagina della corsa in giallo. Quella nella quale non si scopre il colpevole, ma il vincitore. (mac)

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