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Aru va sempre più in alto Adesso è al secondo posto 

 Aru va sempre più in alto Adesso è al secondo posto 

Frazione durissima con sette Gpm, il sardo protagonista sempre all’attacco Ritirati Thomas e Porte. Froome resta in giallo, arretrano Contador e Quintana

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CHAMBERY. La temutissima nona tappa del 104° Tour de France di ciclismo non ha fornito indicazioni sul nome del possibile candidato alla maglia gialla di Parigi, anche se Chris Froome resta ben saldo al comando e dietro di lui Fabio Aru guadagna una posizione, issandosi sul secondo gradino del podio, ma ha partorito i nomi di chi il 23 prossimo - salvo clamorosi rovesci - il podio lo vedrà da lontano.

I nomi sono pesanti e si aggiungono a quello dello spagnolo Alejandro Valverde, che si è fermato su una curva nella cronometro d'apertura, a Duesseldorf, ritirandosi: il primo ad alzare bandiera bianca, in questa giornata da tutto o niente è stato il gallese Geraint Thomas, vicecapitano del Team Sky e, fino a ieri mattina, vicecapoclassifica alle spalle di Chris Froome. Caduto come al Giro d'Italia, questa volta si è rotto pure una clavicola. A seguire si è arreso il tasmaniano Richie Porte, volato in discesa dopo avere perso il controllo della bici ed essere finito fuori strada, prima di carambolare sull'asfalto e travolgere il malcapitato Daniel Martin, trovatosi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Nel frattempo, la grande selezione sulle prime rampe della salita verso il Mont du Chat, l'ultimo Gran premio della montagna dei sette di ieri, aveva tagliato fuori dai giochi sia Alberto Contador sia il colombiano Nairo Quintana, appesantiti e non in grado di rimanere con gli altri big. Altro che doppietta Giro-Tour, il 'Kondor' delle Ande rischia concretamente di restare con il solo secondo posto nella corsa rosa in tasca. Ieri si è presentato sul traguardo a 1'15” dal vincitore di tappa, il connazionale Rigoberto Uran Uran che ha fulminato al fotofinish Warren Barguil (nuova maglia a pois di miglior scalatore), speranza del ciclismo francese. Contador, 'Pistolero’ ormai dalle polveri bagnate, è arrivato invece a 4'19”. Dunque, conti alla mano, Quintana nella generale adesso accusa un ritardo di 2'13”, lo spagnolo è sprofondato a 5'15”.

Sono bastati nove giorni per emettere i primi verdetti, a uno dei Tour de France più duri che la storia ricordi, ma anche per confermare che Froome quest'anno deve fare i conti con qualche nuovo rivale. Il principale, in questo momento, è proprio il campione d’Italia Fabio Aru che, fra i big, è stato il primo ieri a scattare in salita, proprio mentre il leader degli 'Skymen' alzava la mano e chiamava l'ammiraglia per un problema meccanico. Uno sgarbo? Aru si è subito fermato, e al termine ha chiarito tutto. Nessuna mancanza di fair play.

La tappa, dopo gli attacchi di Aru e Porte sul Mont du Chat, la reazione e l’allungo (ripreso a fatica da Aru, che ha mostrato un gran carattere), la discesa, le cadute e l’inseguimento al francese Barguil concluso a un chilometro dall’arrivo, ha però visto Aru sprecare l’opportunità di poter sfruttare l’aiuto del suo ex co-capitano Fuglsang (fino a quel momento molto collaborativo, ma scattato da solo a caccia di un’impossibile vittoria allo sprint)) per un traino in volata alla ricerca di un prezioso abbuono, che invece ha catturato (4 secondi) Froome.

La classifica generale si è allungata, con Aru a soli 18” e il francese Bardet a 51”. Jakob Fuglsang insegue a 1'37”.

Dopo il giorno di riposo di oggi, il primo, si ricomincerà a salire solo giovedì, sulle salite cdei Pirenei, che Fabio Aru ha già domato nel 2015 alla Vuelta. E se fosse un presagio?

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