Sirigu: «Sarà l’anno del riscatto»
di Alessandro Mele
Dopo le altalenanti stagioni in Spagna, il portiere di Siniscola cerca a Torino un posto per i mondiali
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NUORO. Quattro campionati francesi, tre super coppe di Francia, tre coppe di Lega francese, due coppe di Francia, decine di presenze nella massima competizione europea per squadre di club e diciassette presenze in nazionale maggiore. Questi i numeri di Salvatore Sirigu accolto da un bagno di folla a Nuoro da tifosi di tutte le età che hanno voluto salutare il ritorno in Serie A del portierone nostrano proprio nella città dove calcisticamente tutto è partito. Il calciatore, classe 1987, ha da poco firmato un contratto che lo lega al Torino; è infatti la società granata e in primis il suo presidente Urbano Cairo ad aver voluto dare a Salvatore la possibilità di riscattarsi dopo due anni molto difficili trascorsi tra Parigi e Siviglia passando per una breve esperienza all'Osasuna. La dirigenza piemontese capitanata da Cairo ha scelto Sirigu con tutte le intenzioni - mai del tutto nascoste - di far risorgere atleticamente il tamburino sardo che avrà la fortuna di riproporsi in una piazza importante, quella del Toro, non solo contraddistinta da una grande storia ma anche sostenuta da un tifo, famoso in Italia e in Europa per il suo sentimentalismo incondizionato che già sembra aver appassionato Salvatore Sirigu indirizzandolo a pari passo - come uno strano gioco del destino - dello storico Stadio Filadelfia, verso la definitiva riconsacrazione. Il neo portiere del Torino e della nazionale si trovava a Nuoro per ritirare il premio “Campione di Sardegna” assegnatogli dall'Us Acli regionale, in sintonia con gli uffici nazionali e con il patrocinio dell'assessorato allo sport del comune di Nuoro con la motivazione riportata che lo identifica come «essere a oggi il miglior portiere sardo di tutti i tempi» e visti i numeri la motivazione non poteva essere più azzeccata. Teatro della premiazione dell'atleta è stato il campetto dell'oratorio delle Grazie nel capoluogo barbaricino dove era in corso l'omonimo torneo di calcetto organizzato dall’Atletico Nuoro. Si tratta di una particolare coincidenza dal momento che la società di Nuoro è entrata di recente a far parte del progetto Torino Academy che ha come scopo quello di valorizzare le categorie giovanili attraverso i dettami dell’area tecnica della società granata. Chissà che il terreno del piccolo campetto di città, già calcato in passato da numerosi professionisti del calibro di Gianfranco Zola, non porti fortuna al portiere originario di La Caletta, divenuto ormai un vero e proprio simbolo dello sport isolano nel mondo a dispetto di un calcio sardo sempre più in crisi dato l'annaspare delle società più importanti: basti ricordare il complicato momento economico della Torres o la mancanza, a oggi, dell’assetto societario della Nuorese che rischia di non iscriversi al prossimo campionato di Serie D. «Sono particolarmente felice per il mio ritorno in Serie A – ha dichiarato Sirigu durante la premiazione– in un anno importante (ci saranno i mondiali di Russia) e ho tutta l'intenzione di giocarmi il posto. Gli ultimi due anni all’estero sono stati particolarmente difficili ma il desiderio di tornare a giocare è forte e la voglia di tornare ad allenarmi è tanta. Il Toro è una grande società con progetti ambiziosi e la strada verso le coppe europee è un percorso che possiamo fare insieme».
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