Andreolli: sono entusiasta, Cagliari era nel mio destino
di Roberto Muretto
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Marco AndreolliIl difensore centrale comincia con soddisfazione una nuova avventura: «Ho sposato il progetto, sono pronto a mettermi al servizio dell’allenatore»
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PEJO. La voglia di rimettersi in gioco. L’entusiasmo di chi ha sposato un progetto in cui crede ciecamente. Marco Andreolli entra nello spogliatoio del Cagliari in punta di piedi. Al difensore non piace stare in vetrina, riservatezza e umiltà sono i suoi cavalli di battaglia. «Io il bello del Cagliari? Sono cose che lascio ad altri». Poche parole per un’istantanea che può essere paragonata ad un identikit.
«Comincio una nuova avventura - le sue parole nella sala stampa attigua al campo di allenamento - e sono motivatissimo. Presidente e direttore sportivo mi hanno esposto i programmi, sono rimasto colpito da quanto mi hanno detto. So che anche il mister ha speso parole importanti per portarmi in Sardegna. Eccomi qui, felice di indossare la maglia rossoblù».
Il difensore centrale sbarca nell’isola con qualche anno di ritardo. Da giovanissimo era stato acquistato dal Cagliari: «Poi l’affare non andò in porto - spiega - e non so perchè. Vengo con un po’ di ritardo ma evidentemente era destino».
Andreolli (31 anni) arriva da una stagione non proprio positiva. «Non c’entra il fatto di giocare in una grande squadra o meno, il campo è uguale ovunque. Al Siviglia ero titolare anche in Champions poi un infortunio ha rovinato tutto. Comunque, del passato non voglio più parlare, sono al Cagliari deciso a dare il mio contributo e mettere al servizio della squadra l’esperienza maturata in tutti questi anni».
Marco è il sostituto di Bruno Alves, un difensore di qualità per puntellare un reparto che nella scorsa stagione ha subito tanti gol. «Nel calcio di oggi tutti devono partecipare alla fase difensiva. Siamo al lavoro per migliorarci. Difesa a 3 o a 4? Per me non è un problema, conosco entrambi i sistemi. A chi assomiglio tecnicamente? Non lo so, posso dire che ho cercato di prendere il meglio da compagni come Materazzi, Chivu, Samuel e Cordoba. Picchio? Se c’è bisogno sì».
Contro il Cagliari ha giocato diverse volte. «Ricordo - aggiunge - il trio formato da Zola, Suazo e Langella, erano per me i primi momenti di calcio vero in A». Andreolli è un tipo di poche parole. Gli piace stare in disparte, far parlare in campo. Ma dentro lo spogliatoio «mi piace ridere e scherzare con i compagni ma la cosa importante è lavorare seriamente. Le ultime gare dello scorso campionato sono state importanti perchè mi hanno aiutato a capire che ho recuperato al cento per cento. Non vedo l’ora di giocare al Sardegna Arena, avere i tifosi vicino al campo è importantissimo e personalmente mi esalta»
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Comincio una nuova avventura - le sue parole nella sala stampa attigua al campo di allenamento - e sono motivatissimo. Presidente e direttore sportivo mi hanno esposto i programmi, sono rimasto colpito da quanto mi hanno detto. So che anche il mister ha speso parole importanti per portarmi in Sardegna. Eccomi qui, felice di indossare la maglia rossoblù».
Il difensore centrale sbarca nell’isola con qualche anno di ritardo. Da giovanissimo era stato acquistato dal Cagliari: «Poi l’affare non andò in porto - spiega - e non so perchè. Vengo con un po’ di ritardo ma evidentemente era destino».
Andreolli (31 anni) arriva da una stagione non proprio positiva. «Non c’entra il fatto di giocare in una grande squadra o meno, il campo è uguale ovunque. Al Siviglia ero titolare anche in Champions poi un infortunio ha rovinato tutto. Comunque, del passato non voglio più parlare, sono al Cagliari deciso a dare il mio contributo e mettere al servizio della squadra l’esperienza maturata in tutti questi anni».
Marco è il sostituto di Bruno Alves, un difensore di qualità per puntellare un reparto che nella scorsa stagione ha subito tanti gol. «Nel calcio di oggi tutti devono partecipare alla fase difensiva. Siamo al lavoro per migliorarci. Difesa a 3 o a 4? Per me non è un problema, conosco entrambi i sistemi. A chi assomiglio tecnicamente? Non lo so, posso dire che ho cercato di prendere il meglio da compagni come Materazzi, Chivu, Samuel e Cordoba. Picchio? Se c’è bisogno sì».
Contro il Cagliari ha giocato diverse volte. «Ricordo - aggiunge - il trio formato da Zola, Suazo e Langella, erano per me i primi momenti di calcio vero in A». Andreolli è un tipo di poche parole. Gli piace stare in disparte, far parlare in campo. Ma dentro lo spogliatoio «mi piace ridere e scherzare con i compagni ma la cosa importante è lavorare seriamente. Le ultime gare dello scorso campionato sono state importanti perchè mi hanno aiutato a capire che ho recuperato al cento per cento. Non vedo l’ora di giocare al Sardegna Arena, avere i tifosi vicino al campo è importantissimo e personalmente mi esalta»
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