«Cagliari te lo prometto questo sarà il mio anno»
di Roberto Muretto
Joao Pedro ha voglia di riscatto dopo una stagione condizionata dagli infortuni «La società e mister Rastelli hanno fiducia nelle mie qualità, non li deluderò»
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PEJO. Diversi contrattempi lo hanno condizionato nella passata stagione. Le vacanze fatte tra Brasile e Palermo gli hanno fatto smaltire le tossine e ridato la carica. Joao Pedro è come un leone in gabbia. Il venticinquenne attaccante brasiliano non vede l’ora di fare sul serio. Sa che il Cagliari ha deciso di scommettere su di lui quando gli ha rinnovato il contratto fino al 2020 e vuole ripagare sul campo la fiducia. «Mi sono messo alle spalle le cose negative che mi sono capitate lo scorso anno - spiega JP10 -. Non è stato un campionato facile per me, mi aspettavo un po’ di più e non ho difficoltà ad ammettere che ho sofferto. Ora sono tranquillo, pronto a dare il massimo».
Scandisce le parole Joao. Lo fa mostrando una calma olimpica ma tanta determinazione. «Voglio solo giocare - aggiunge - il resto sarà una conseguenza. Partiamo come sempre puntando a una tranquilla salvezza, spero di vincere tante partite». I primi giorni di lavoro gli sono serviti per entrare in sintonia con lo staff tecnico. Soprattutto con i nuovi collaboratori di Rastelli. «Quest’anno avremo la fortuna di poter svolgere un lavoro specifico, cosa che l’anno scorso non abbiamo potuto fare. Possiamo e dobbiamo approfittarne per migliorare».
Radio mercato aveva annunciato un possibile addio del brasiliano. Si era parlato di Fiorentina e Lazio. «Resto qui per tutta la stagione - risponde Joao Pedro -, non ho mai preso in considerazione la possibilità di andarmene. Perchè dovrei lasciare una società dove mi trovo benissimo? C’è un progetto importante e voglio essere protagonista». Il fantasista è il classico bravo ragazzo. Modesto, non se la tira per nulla. Anzi, quasi si imbarazza se gli viene detto che lui è importante per il Cagliari. «Tutti siamo importanti - la sua risposta -. Magari io posso essere più decisivo di altri per il ruolo che ricopro. Sono un trequartista mi dà la possibilità di esprimermi al meglio. Però non sono certo insostituibile, nessuno di noi lo è. Da quando sono a Cagliari abbiamo sempre avuto una rosa di qualità». Parlare di mercato non è il suo compito ma non si tira indietro. «La base è quella dell’anno scorso - dice - e credo fosse importante mantenere l’ossatura considerato che la salvezza l’abbiamo raggiunta con largo anticipo. Manca qualcosa? Lo dovete chiedere al mister e alla società, sono cose di cui si occupano loro».
Joao è un giocatore a cui piace poco parlare. Andare in conferenza stampa è quasi un supplizio. «In questi anni ho vissuto momenti belli e brutti - sottolinea il brasiliano -, ho imparato tanto, sono cresciuto. Naturalmente cercherò di migliorarmi ancora». Gli viene chiesto se sogna la fascia di capitano e lui risponde così: «Sarebbe un onore, mi piacerebbe. Ma per arrivarci ci vuole ancora tanto». Il discorso si sposta sul rapporto con Rastelli. «In serie A ha fatto un’ottima stagione -, il mister ci sta aiutando molto. La squadra sta crescendo insieme a lui. Il gruppo lo stima, tutti noi abbiamo fiducia nel suo lavoro».
L’ultima domanda è sul ritorno di Andrea Cossu. «Sono contento che sia qui con noi - conclude Joao Pedro -, questa è casa sua. Ha tanta esperienza e diversi campionati di serie A sulle spalle. Stiamo parlando di un ottimo giocatore, un trequartista come me. Sono sicuro che nel corso della stagione ci darà una mano. Andrea l’ho visto motivatissimo e determinato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Scandisce le parole Joao. Lo fa mostrando una calma olimpica ma tanta determinazione. «Voglio solo giocare - aggiunge - il resto sarà una conseguenza. Partiamo come sempre puntando a una tranquilla salvezza, spero di vincere tante partite». I primi giorni di lavoro gli sono serviti per entrare in sintonia con lo staff tecnico. Soprattutto con i nuovi collaboratori di Rastelli. «Quest’anno avremo la fortuna di poter svolgere un lavoro specifico, cosa che l’anno scorso non abbiamo potuto fare. Possiamo e dobbiamo approfittarne per migliorare».
Radio mercato aveva annunciato un possibile addio del brasiliano. Si era parlato di Fiorentina e Lazio. «Resto qui per tutta la stagione - risponde Joao Pedro -, non ho mai preso in considerazione la possibilità di andarmene. Perchè dovrei lasciare una società dove mi trovo benissimo? C’è un progetto importante e voglio essere protagonista». Il fantasista è il classico bravo ragazzo. Modesto, non se la tira per nulla. Anzi, quasi si imbarazza se gli viene detto che lui è importante per il Cagliari. «Tutti siamo importanti - la sua risposta -. Magari io posso essere più decisivo di altri per il ruolo che ricopro. Sono un trequartista mi dà la possibilità di esprimermi al meglio. Però non sono certo insostituibile, nessuno di noi lo è. Da quando sono a Cagliari abbiamo sempre avuto una rosa di qualità». Parlare di mercato non è il suo compito ma non si tira indietro. «La base è quella dell’anno scorso - dice - e credo fosse importante mantenere l’ossatura considerato che la salvezza l’abbiamo raggiunta con largo anticipo. Manca qualcosa? Lo dovete chiedere al mister e alla società, sono cose di cui si occupano loro».
Joao è un giocatore a cui piace poco parlare. Andare in conferenza stampa è quasi un supplizio. «In questi anni ho vissuto momenti belli e brutti - sottolinea il brasiliano -, ho imparato tanto, sono cresciuto. Naturalmente cercherò di migliorarmi ancora». Gli viene chiesto se sogna la fascia di capitano e lui risponde così: «Sarebbe un onore, mi piacerebbe. Ma per arrivarci ci vuole ancora tanto». Il discorso si sposta sul rapporto con Rastelli. «In serie A ha fatto un’ottima stagione -, il mister ci sta aiutando molto. La squadra sta crescendo insieme a lui. Il gruppo lo stima, tutti noi abbiamo fiducia nel suo lavoro».
L’ultima domanda è sul ritorno di Andrea Cossu. «Sono contento che sia qui con noi - conclude Joao Pedro -, questa è casa sua. Ha tanta esperienza e diversi campionati di serie A sulle spalle. Stiamo parlando di un ottimo giocatore, un trequartista come me. Sono sicuro che nel corso della stagione ci darà una mano. Andrea l’ho visto motivatissimo e determinato».
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