Cigarini morde il freno «A Cagliari per il rilancio»
di Mario Frongia
Il nuovo acquisto vuole lasciarsi alle spalle l’annata storta con la Sampdoria «Ho accettato la proposta perché ho sentito grande fiducia nei miei confronti»
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CAGLIARI. Nel cuore della Val di Pejo con un sorriso beneaugurante e la sciarpa rossoblù sguainata. Luca Cigarini è un uragano di entusiasmo: «Non vedo l’ora di cominciare". Ex Samp, compagno di Dessena dalle giovanili doriane al debutto in prima squadra, il centrocampista è la pedina cercata da Massimo Rastelli. Duttile, tecnico, esperto, buon lettore di gioco, approda al Cagliari con un solido bagaglio. E lascia in Liguria un’annata da dimenticare.
«Purtroppo è andata così, un po’ per un infortunio un po’ per l’esplosione di Torreira. Ma non ho nessun rimpianto, il passato è alle spalle. Adesso sono ben felice di essere qui al Cagliari». Una dichiarazione d’amore. Con un dettaglio: «Avrei potuto vestire la maglia rossoblù già l’anno scorso. Stavolta, il presidente Giulini, il direttore Rossi e il mister mi hanno manifestato nuovamente il loro interesse. Ho sentito fiducia e questo è stato il motivo principale che mi ha spinto ad accettare». La stagione si apre sulla scorta dell’undicesimo posto. La mezzala è ottimista. «Ci sono tutti i presupposti per migliorare i 47 punti dell’anno scorso, punti che non sono arrivati per caso. La squadra ha ottime potenzialità, il giusto mix tra elementi giovani ed esperti, l’ambiente è sereno, penso si possa fare un ottimo campionato. L’obiettivo personale? Vorrei riprendermi quanto mi è stato tolto l’anno scorso e se la squadra va bene anche i singoli vengono fuori».
Su ruoli e posizione in campo Cigarini taglia corto: «Ho quasi sempre giocato centrale nel centrocampo a due. All’Atalanta ho fatto la mezzala con buoni risultati. In un centrocampo a tre, la posizione dove mi vedo meglio forse è quella di centrale. Ma sono a disposizione del tecnico e della squadra». L’assist è perfetto: «Il mister mi ha fatto capire che posso diventare un giocatore importante per questa squadra, poi spetta a me dimostrarlo in campo». Ambiente e carattere, pronti via. «Io leader? Sono i compagni ad attribuire la leadership, sul campo e fuori. Conti? Abbiamo giocato contro e constatato che abbiamo passato più tempo a litigare che a darci la mano. Però è stato il primo a fare il mio nome. L’ho ringraziato». Infine, la Sardegna. «Non vedo l’ora di cominciare a vivere la città e l’ambiente».
Intanto proseguono i test fisici sulle condizioni dei giocatori, curati dallo staff Mapei con la supervisione di Rastelli e del suo staff. Dall’indice di grasso corporeo alle reazioni muscolari prima e dopo lo sforzo: dati utili anche per il futuro. Lavoro specifico per Ionita e Capuano.
«Purtroppo è andata così, un po’ per un infortunio un po’ per l’esplosione di Torreira. Ma non ho nessun rimpianto, il passato è alle spalle. Adesso sono ben felice di essere qui al Cagliari». Una dichiarazione d’amore. Con un dettaglio: «Avrei potuto vestire la maglia rossoblù già l’anno scorso. Stavolta, il presidente Giulini, il direttore Rossi e il mister mi hanno manifestato nuovamente il loro interesse. Ho sentito fiducia e questo è stato il motivo principale che mi ha spinto ad accettare». La stagione si apre sulla scorta dell’undicesimo posto. La mezzala è ottimista. «Ci sono tutti i presupposti per migliorare i 47 punti dell’anno scorso, punti che non sono arrivati per caso. La squadra ha ottime potenzialità, il giusto mix tra elementi giovani ed esperti, l’ambiente è sereno, penso si possa fare un ottimo campionato. L’obiettivo personale? Vorrei riprendermi quanto mi è stato tolto l’anno scorso e se la squadra va bene anche i singoli vengono fuori».
Su ruoli e posizione in campo Cigarini taglia corto: «Ho quasi sempre giocato centrale nel centrocampo a due. All’Atalanta ho fatto la mezzala con buoni risultati. In un centrocampo a tre, la posizione dove mi vedo meglio forse è quella di centrale. Ma sono a disposizione del tecnico e della squadra». L’assist è perfetto: «Il mister mi ha fatto capire che posso diventare un giocatore importante per questa squadra, poi spetta a me dimostrarlo in campo». Ambiente e carattere, pronti via. «Io leader? Sono i compagni ad attribuire la leadership, sul campo e fuori. Conti? Abbiamo giocato contro e constatato che abbiamo passato più tempo a litigare che a darci la mano. Però è stato il primo a fare il mio nome. L’ho ringraziato». Infine, la Sardegna. «Non vedo l’ora di cominciare a vivere la città e l’ambiente».
Intanto proseguono i test fisici sulle condizioni dei giocatori, curati dallo staff Mapei con la supervisione di Rastelli e del suo staff. Dall’indice di grasso corporeo alle reazioni muscolari prima e dopo lo sforzo: dati utili anche per il futuro. Lavoro specifico per Ionita e Capuano.
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