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Papà Alessandro non nasconde l’emozione. E a Villacidro scoppia la festa

di Luciano Onnis
Papà Alessandro non nasconde l’emozione. E a Villacidro scoppia la festa

VILLACIDRO. La “FavolAru” continua e diventa sempre ancor più bella adesso che si è tinta, dopo il tricolore, anche del giallo della corsa ciclistica a tappe più importante del mondo. Villacidro...

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VILLACIDRO. La “FavolAru” continua e diventa sempre ancor più bella adesso che si è tinta, dopo il tricolore, anche del giallo della corsa ciclistica a tappe più importante del mondo.

Villacidro gioisce per il suo campione, è in festa la Sardegna, è in festa l’Italia sportiva intera. Il suo “paese d’ombre”, ieri è stato nuovamente illuminato da un'altra epica impresa di “Fabietto nostro”.

Subito dopo la cerimonia di vestimento della maglia gialla sono cominciati a sentirsi clacson delle auto che percorrevano le vie del centro con bandiere e drappi gialli al vento. Tanto entusiasmo e gioia fra i suoi compaesani, ma anche la consapevolezza che c’è ancora molto da fare per conservare e portare a casa la prestigiosa casacca gialla del Tour.

In casa Aru la gioia è pari alla trepidazione di ogni pre tappa. «Stiamo vivendo con tantissima gioia ed emozione questo momento – ha detto il padre Alessandro –, Fabio non l'ho ancora sentito, nel dopo gara ci sono tanti adempimenti e quindi ci chiamerà certamente appena avrà un momento libero, in serata come sempre».

Euforico l'assessore comunale al Turismo, Marco Erbì: «Seguo Fabio da quando è nato – dice -, sapevo che ci avrebbe dato tante soddisfazioni. Dopo le imprese alla Vuelta e al campionato italiano, ci aspettavamo tanto da lui anche al tour. Ma non così tanto, la maglia gialla già alla dodicesima tappa non ci speravamo proprio. Il Tour è una vetrina senza eguali. Ora come ora Fabio è il più forte ciclista al mondo. Per noi è un’emozione senza fine». Non meno euforico è Paolo Angius, amico del Cavalierei dei Quattro Mori, presidente della società sportiva Piscina Irga, organizzatore della PedalAru e direttore della scuola di ciclismo che porta il nome del campione villacidrese: «Ho vissuto con ansia la tappa – dice -, ma anche con la speranza di un nuovo exploit di Fabio. Adesso il nostro campione se la gioca alla pari con Froome e Bardet, e sono certo che ci stupirà ancora».

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