«Non è cambiato niente, sono un po’ più avanti...»
Il Cavaliere resta sereno: «Abbiamo dato spettacolo come chiede il pubblico» «Mi hanno attaccato sempre. Io solo? Domani i miei compagni saranno pronti»
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FOIX. «Penso che lo spettacolo non sia mancato oggi! Ho cercato di mantenere la calma e sono ancora in Maglia, bene così». Firmato: #ilcavalieredei4mori.
Sereno, e sorridente. «La prima notte in giallo? Ho dormito dieci ore...», aveva detto prima della partenza. E anche ieri pochi minuti dopo la premiazione Fabio Aru ha affidato a Facebook il riassunto della sua giornata.
Prosegue il filo diretto di Fabiolous con i suoi tifosi, che sulle Alpi saranno più numerosi. I suoi fan club si sono organizzati, e oltre che dalla famiglia il campione d’Italia nei prossimi giorni verrà raggiunto anche dai suoi sostenitori organizzati, da quelli di Villacidro a quelli di Pattada. Mentre sulle strade del Tour continuano a sventolare le bandiere dei Quattro mori.
«No, lo spettacolo oggi non è mancato – ha ribadito Aru subito dopo l’arrivo e subito dopo la premiazione –. Mi hanno attaccato per tutto il giorno, era importante non perdere la calma e mantenere la concentrazione. Ma è da quando sono Under 24 che faccio corse a tappe, e l’esperienza maturata mi è stata di aiuto. Oggi abbiamo vissuto una tappa eccezionale, le darei un bel dieci perché i tifosi chiedono spettacolo e spettacolo è stato».
Non si lamenta per essere rimasto solo, in corsa, anzi. A fare squadra da solo. E non commenta le azioni della Sky di Froome. «Penso alla nostra tattica, prima di tutto – prosegue lo scalatore di Villacidro –. Mi spiace per Jacob, ci ha provato fino alla fine ma si è dovuto arrendere. I miei compagni? Sono sicuro che domani saranno tutti prontissimi, a lavorare per me».
Secondo giorno in maglia gialla, dopo una tappa-trappola, cortissima ma con tre Gpm e una classifica generale ristrettissima, tutti contro tutti. Contento? «Certo, Sono soddisfatto. Per me non è cambiato niente, a parte che sono un po’ più avanti in classifica», sorride ancora. Di sicuro non è cambiata la maglia, che resta quella gialla.
Sereno, e sorridente. «La prima notte in giallo? Ho dormito dieci ore...», aveva detto prima della partenza. E anche ieri pochi minuti dopo la premiazione Fabio Aru ha affidato a Facebook il riassunto della sua giornata.
Prosegue il filo diretto di Fabiolous con i suoi tifosi, che sulle Alpi saranno più numerosi. I suoi fan club si sono organizzati, e oltre che dalla famiglia il campione d’Italia nei prossimi giorni verrà raggiunto anche dai suoi sostenitori organizzati, da quelli di Villacidro a quelli di Pattada. Mentre sulle strade del Tour continuano a sventolare le bandiere dei Quattro mori.
«No, lo spettacolo oggi non è mancato – ha ribadito Aru subito dopo l’arrivo e subito dopo la premiazione –. Mi hanno attaccato per tutto il giorno, era importante non perdere la calma e mantenere la concentrazione. Ma è da quando sono Under 24 che faccio corse a tappe, e l’esperienza maturata mi è stata di aiuto. Oggi abbiamo vissuto una tappa eccezionale, le darei un bel dieci perché i tifosi chiedono spettacolo e spettacolo è stato».
Non si lamenta per essere rimasto solo, in corsa, anzi. A fare squadra da solo. E non commenta le azioni della Sky di Froome. «Penso alla nostra tattica, prima di tutto – prosegue lo scalatore di Villacidro –. Mi spiace per Jacob, ci ha provato fino alla fine ma si è dovuto arrendere. I miei compagni? Sono sicuro che domani saranno tutti prontissimi, a lavorare per me».
Secondo giorno in maglia gialla, dopo una tappa-trappola, cortissima ma con tre Gpm e una classifica generale ristrettissima, tutti contro tutti. Contento? «Certo, Sono soddisfatto. Per me non è cambiato niente, a parte che sono un po’ più avanti in classifica», sorride ancora. Di sicuro non è cambiata la maglia, che resta quella gialla.
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