Borriello: chiuderò la carriera al Cagliari
di Roberto Muretto
L’attaccante prolunga il contratto fino al 2019: «Sogno quota cento gol in A, la Nazionale e uno stadio colorato di rossoblù»
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PEJO. «Felice di chiudere la carriera al Cagliari». Parole che non possono passare in secondo piano quelle dette da Marco Borriello durante la conferenza stampa nella quale è stato annunciato il prolungamento del contratto (2019) con la società rossoblù. Il bomber non si è fatto attirare dalla sirene di Cina e Stati Uniti, ha deciso di dire no a una vagonata di milioni di euro per continuare a indossare una maglia di cui si è innamorato. «Era quello che desideravo - spiega dal ritiro di Pejo-. La scorsa stagione si è creato un rapporto meraviglioso con i compagni, il mister e la tifoseria, non c’era nessun motivo per andare via. Ho preso questa decisione in modo quasi naturale».
Gli obiettivi. Dopo i 20 gol (sedici in campionato) segnati nel torneo scorso, Borriello sogna di fare ancora meglio. «Intanto dobbiamo pensare alla salvezza e mettere così un altro mattoncino nel processo di crescita del club. Sul piano personale - aggiunge l’attaccante - punto ad arrivare a quota cento reti. Me ne mancano soltanto cinque. Se riuscirò ad esprimermi ai livelli dello scorso torneo posso coltivare il sogno di andare al Mondiale. Sarà molto difficile ma è giusto crederci, è bello sognare. È mio dovere provarci e state sicuri che ce la metterò tutta. D’altronde se escludiamo immobile e Belotti, in attacco il ct ha alternato tanti giocatori. Mister Ventura ha speso parole che mi hanno lusingato, vuol dire che mi tiene in considerazione».
Marco e Rastelli. Il rapporto tra i due non è sempre stato idilliaco. Non sono mancate le frizioni ma sono servite per far crescere la stima reciproca. «Con l’allenatore c’è sintonia - conferma Borriello -. Siamo due persone leali, sincere, le cose ce le diciamo in faccia. La passata stagione mi ha fatto fare un lavoro differenziato per recuperare energie. Gli devo tanto, è merito suo se in questa fase finale della mia carriera ho un rendimento alto. Questo non significa che sono un titolare intoccabile, dovrò sudarmi il posto. Lavoriamo tanto con il pallone, questi allenamenti mi piacciono».
Marco e i tifosi. È diventato un beniamino dei supporters. I gol segnati, la generosità in campo, hanno esaltato una tifoseria che pretende tanto. «Quest’anno qualche bonus me lo sono guadagnato - scherza il bomber - ma so benissimo che nel calcio conta il presente e non il passato. Si azzera tutto, si riparte daccapo. Però è fondamentale sapere di avere la fiducia dei nostri sostenitori, è un ulteriore stimolo. La mia forza è sempre stata il lavoro, lo sarà ancora».
Marco leader. Carisma e personalità non gli mancano. Marco Borriello, però, ha dimostrato di essere un ragazzo umile, che sa mettersi al servizio dei compagni. «Ho 35 anni e oltre trecento partite in serie A. Normale se sento di avere qualche responsabilità in più. Ho la fortuna di essere in un gruppo unito, con tanti giocatori a cui la personalità non fa difetto. Magari vi sembrerà una fase fatta ma vi assicuro che nel Cagliari ci sono uomini veri».
Marco e lo stadio. Ha visto foto e filmati della “Sardegna Arena”, l’impianto che ospiterà il Cagliari nelle prossime tre stagioni. Borriello è entusiasta. «Non vediamo l’ora di giocare nel nuovo stadio - conferma -. Le tribune saranno molto vicine al campo, un vantaggio per noi perchè il pubblico ci trasmetterà una carica eccezionale. Il mio sogno è quello di entrare in campo e vedere l’impianto colorato di rossoblù. Come? Tutti i nostri tifosi che indossano la maglia sarebbe splendido, emozionante. Sì, è un invito quello che sto facendo e siccome mi dicono che c’è un grande entusiasmo e l’andamento della campagna abbonamenti lo conferma, sono convinto che alla prima in casa, lo stadio sarà esaurito e pieno di colori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli obiettivi. Dopo i 20 gol (sedici in campionato) segnati nel torneo scorso, Borriello sogna di fare ancora meglio. «Intanto dobbiamo pensare alla salvezza e mettere così un altro mattoncino nel processo di crescita del club. Sul piano personale - aggiunge l’attaccante - punto ad arrivare a quota cento reti. Me ne mancano soltanto cinque. Se riuscirò ad esprimermi ai livelli dello scorso torneo posso coltivare il sogno di andare al Mondiale. Sarà molto difficile ma è giusto crederci, è bello sognare. È mio dovere provarci e state sicuri che ce la metterò tutta. D’altronde se escludiamo immobile e Belotti, in attacco il ct ha alternato tanti giocatori. Mister Ventura ha speso parole che mi hanno lusingato, vuol dire che mi tiene in considerazione».
Marco e Rastelli. Il rapporto tra i due non è sempre stato idilliaco. Non sono mancate le frizioni ma sono servite per far crescere la stima reciproca. «Con l’allenatore c’è sintonia - conferma Borriello -. Siamo due persone leali, sincere, le cose ce le diciamo in faccia. La passata stagione mi ha fatto fare un lavoro differenziato per recuperare energie. Gli devo tanto, è merito suo se in questa fase finale della mia carriera ho un rendimento alto. Questo non significa che sono un titolare intoccabile, dovrò sudarmi il posto. Lavoriamo tanto con il pallone, questi allenamenti mi piacciono».
Marco e i tifosi. È diventato un beniamino dei supporters. I gol segnati, la generosità in campo, hanno esaltato una tifoseria che pretende tanto. «Quest’anno qualche bonus me lo sono guadagnato - scherza il bomber - ma so benissimo che nel calcio conta il presente e non il passato. Si azzera tutto, si riparte daccapo. Però è fondamentale sapere di avere la fiducia dei nostri sostenitori, è un ulteriore stimolo. La mia forza è sempre stata il lavoro, lo sarà ancora».
Marco leader. Carisma e personalità non gli mancano. Marco Borriello, però, ha dimostrato di essere un ragazzo umile, che sa mettersi al servizio dei compagni. «Ho 35 anni e oltre trecento partite in serie A. Normale se sento di avere qualche responsabilità in più. Ho la fortuna di essere in un gruppo unito, con tanti giocatori a cui la personalità non fa difetto. Magari vi sembrerà una fase fatta ma vi assicuro che nel Cagliari ci sono uomini veri».
Marco e lo stadio. Ha visto foto e filmati della “Sardegna Arena”, l’impianto che ospiterà il Cagliari nelle prossime tre stagioni. Borriello è entusiasta. «Non vediamo l’ora di giocare nel nuovo stadio - conferma -. Le tribune saranno molto vicine al campo, un vantaggio per noi perchè il pubblico ci trasmetterà una carica eccezionale. Il mio sogno è quello di entrare in campo e vedere l’impianto colorato di rossoblù. Come? Tutti i nostri tifosi che indossano la maglia sarebbe splendido, emozionante. Sì, è un invito quello che sto facendo e siccome mi dicono che c’è un grande entusiasmo e l’andamento della campagna abbonamenti lo conferma, sono convinto che alla prima in casa, lo stadio sarà esaurito e pieno di colori».
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