l’intervista
La scommessa di Faragò: «Fare il terzino non mi spaventa»
dall’inviato
PEJO (Trento). Ha la faccia da bravo ragazzo ma in campo si fa rispettare. Paolo Faragò, 24 anni, è pronto per vincere una sfida con sè stesso: trasformarsi da centrocampista in difensore. «Sapere di...
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PEJO (Trento). Ha la faccia da bravo ragazzo ma in campo si fa rispettare. Paolo Faragò, 24 anni, è pronto per vincere una sfida con sè stesso: trasformarsi da centrocampista in difensore. «Sapere di avere la fiducia del tecnico e della società - spiega - ti trasmette una carica eccezionale. Il terzino destro è un ruolo che posso fare e voglio fare. Lavoro per assimilare i movimenti. Mi sto convincendo che posso dare molto nella nuova posizione».
Paolo e Simone. Padoin è il titolare della fascia destra. Faragò ha molto da imparare dal compagno. «Cerco di rubargli il mestiere -scherza -. Durante gli allenamenti e le amichevoli lo seguo con attenzione. Siamo in stanza insieme, parliamo molto. È una persona che va presa ad esempio, quelloche ha avuto dal calcio se lo è guadagnato lavorando com impegno ogni giorno».
Paragoni illustri. I compagni chiamano Faragò Cafù o Zambrotta, anche se ieri qualcuno gli ha urlato: vai Maicon. «Normale scherzare tra noi. Fa piacere sentire la fiducia dei compagni».
Mentalità. Sei mesi fa è entrato nello spogliatoio in punta di piedi. Doveva dimostrare tutto. «Negli allenamenti - afferma Faragò - ho capito di non avere niente di meno rispetto agli altri. Sono un giocatore di serie A, non ho bisogno di altre conferme per convincermi di questo. Normale che punti a fare il titolare, ce la metterò tutta».
Aneddoti. Due settimane di ritiro sono tante. Faragò racconta l'episodio più divertente. «Quando Ceppitelli e Borriello hanno dovuto fare i camerieri e servirci la cena è stato divertente - conclude -. Luca lo abbiamo già trovato col grembiule. Marco lo ha fatto solo perchè costretto».
R.M.
Paolo e Simone. Padoin è il titolare della fascia destra. Faragò ha molto da imparare dal compagno. «Cerco di rubargli il mestiere -scherza -. Durante gli allenamenti e le amichevoli lo seguo con attenzione. Siamo in stanza insieme, parliamo molto. È una persona che va presa ad esempio, quelloche ha avuto dal calcio se lo è guadagnato lavorando com impegno ogni giorno».
Paragoni illustri. I compagni chiamano Faragò Cafù o Zambrotta, anche se ieri qualcuno gli ha urlato: vai Maicon. «Normale scherzare tra noi. Fa piacere sentire la fiducia dei compagni».
Mentalità. Sei mesi fa è entrato nello spogliatoio in punta di piedi. Doveva dimostrare tutto. «Negli allenamenti - afferma Faragò - ho capito di non avere niente di meno rispetto agli altri. Sono un giocatore di serie A, non ho bisogno di altre conferme per convincermi di questo. Normale che punti a fare il titolare, ce la metterò tutta».
Aneddoti. Due settimane di ritiro sono tante. Faragò racconta l'episodio più divertente. «Quando Ceppitelli e Borriello hanno dovuto fare i camerieri e servirci la cena è stato divertente - conclude -. Luca lo abbiamo già trovato col grembiule. Marco lo ha fatto solo perchè costretto».
R.M.
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