La Nuova Sardegna

Sport

Si chiama Daniele Sanna il super bagnino italiano

di Fabio Fresu

E’ nuorese ma vive e si allena a Olbia il campionissimo di nuoto di salvamento Titoli italiani, europei e mondiali nella bacheca. «Il mio sogno? Le olimpiadi»

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SASSARI. Se lo avessero conosciuto, i produttori del remake di Baywatch gli avrebbero affidato la parte del protagonista al fianco di Dwayne Johnson, altro che Zac Efron. Perché Daniele Sanna nel nuoto di salvamento, o lifesaving secondo la denominazione internazionale, è un vero campione, come dimostra la medaglia d’oro conquistata a Breslavia, in Polonia, nei World Games, prestigiosa manifestazione internazione dedicata alle discipline che non fanno parte del programma olimpico. Un successo arrivato nei 200 metri superlifesaver, una delle gare più importanti e cavallo di battaglia del nuorese.

«Ancora non ho metabolizzato la cosa – confessa lui, “beccato”, tanto per cambiare, alla fine di un allenamento in piscina ad Olbia, dove vive – ho ancora in testa tanti pensieri e emozioni. Poi è chiaro che ero lì per quello visti i tempi di qualifica che avevo. Sapevo di poter puntare al miglior risultato possibile».

Il suo è uno sport ancora poco conosciuto.

«In linea di massima è la versione agonistica del classico lavoro del bagnino. Ci sono per esempio delle gare di velocità con il trasporto di un manichino, e altre nelle quali si riproducono gli interventi in squadra in caso di incidenti in mare con varie persone da soccorrere. Bisogna conoscere tutte le tecniche e metodologie di salvataggio, io stesso ho il diploma di bagnino. In Italia l’attività rientra nella Federnuoto mentre nel resto del mondo è autonoma, con una federazione internazionale. L’obiettivo è farlo diventare uno sport olimpico entro il 2024».

Come si è avvicinato?

«Un po’ per gioco. Faccio nuoto da quando ho 4 anni. Prima a Nuoro, poi a 18 anni mi sono trasferito a Modena, dove militavo in una squadra molto forte. Nel 2012 mi hanno portato ai mondiali in Australia per delle gare di salvamento e mi è piaciuto. Così, a settembre 2013 mi sono trasferito a Milano per dedicarmi solo a quello. E nel giro di poco tempo sono arrivati i risultati diversi titoli italiani e le medaglie ai Mondiali 2014 in Francia e agli Europei del Galles nel 2015».

Quanto si allena?

«Faccio undici sedute alla settimana, otto di nuoto e tre di palestra, con un solo giorno libero. Non è facile. A Olbia mi alleno al Geovillage, con un ottimo tecnico come Sergio Russo, e ho la fortuna di lavorare nell’attività di famiglia, un atelier di abiti da sposa. Questo mi permette di organizzarmi anche se cerco di non far pesare i miei impegni natatori. Da quattro anni non mi fermo, le mie vacanze sono diventate le gare».

Prossimo impegno?

«Gli europei ai primi di settembre in Belgio».

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