In casa Calangianus tutto in alto mare
Il tentativo dell’assessore Tatti di costruire una nuova dirigenza si è arenato
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CALANGIANUS. Cercasi presidente per il glorioso FBC Calangianus. Marco Tatti, neo assessore comunale allo sport, il primo incarico da espletare se lo ricorderà per un pezzo. Sembrava che con l’entusiasmo avesse ottenuto quanto gli richiedeva il mandato assegnatogli da una assemblea di sportivi: costituire un gruppo di dirigenti. Aveva, nelle trattative, avuto anche garanzie per contare su un certo budget finanziario assicurato da sportivi e sponsor e quindi si poteva arrivare ad un nuovo direttivo. Illusione. Tutto all’improvviso si è bloccato. Non riesce a decollare il nuovo corso della società calcistica. E si che il comune ha pagato la prima tranche dell’iscrizione, ed è disposto a venire incontro a molte richieste. Si era trovata unanimità persino sul nome del presidente proposto da una realtà imprenditoriale emergente. All’improvviso qualcuno ha fatto retromarcia dopo tante belle promesse ed impegni assunti, mandando tutto per aria.
L’assessore Tatti deve ripartire, riprendere i contatti, cercare di ricucire. Ma è molto deluso. Alla presenza del sindaco Albieri ci rilascia questa dichiarazione: «Con un nucleo di persone disponibili ad esser dirigenti, con uno stadio che fra poco sarà rimesso a nuovo, con una società che non è mai fallita in 112 anni di storia e che è stata rimessa in sesto dal lavoro encomiabile dell’ultimo direttivo, siamo però bloccati perché non si riesce a trovare chi voglia assumersi l’amministrazione e la conduzione della società. Mi stupisce però come i giovani siano insensibili. E poi constato quanto contano i veti incrociati fra persone che potrebbero essere disponibili ma hanno forti remore verso altri potenziali dirigenti per questioni pregresse. Ho l’impressione che ci sia anche chi è felice per tanta impasse. Non si capisce che se si dovesse dire basta, si vanificano tanti sacrifici di chi per la società ha dato in passato davvero tanto. Vuol dire che la grave crisi che ha colpito tutti, per noi è davvero più grande di quanto si possa credere se stavolta darà il colpo mortale al Calangianus calcio».
Il tempo scorre e occorre trovare una soluzione. «Non si può pretendere – precisa il sindaco Albieri – che gli amministratori portino avanti la società. Noi abbiamo fatto già abbastanza. Il compito spetta ad altri. Questo disinteresse mi preoccupa perché è sinonimo di un grave malessere di fondo della comunità intera. Si deve prenderne atto e reagire».
Pietro Zannoni
L’assessore Tatti deve ripartire, riprendere i contatti, cercare di ricucire. Ma è molto deluso. Alla presenza del sindaco Albieri ci rilascia questa dichiarazione: «Con un nucleo di persone disponibili ad esser dirigenti, con uno stadio che fra poco sarà rimesso a nuovo, con una società che non è mai fallita in 112 anni di storia e che è stata rimessa in sesto dal lavoro encomiabile dell’ultimo direttivo, siamo però bloccati perché non si riesce a trovare chi voglia assumersi l’amministrazione e la conduzione della società. Mi stupisce però come i giovani siano insensibili. E poi constato quanto contano i veti incrociati fra persone che potrebbero essere disponibili ma hanno forti remore verso altri potenziali dirigenti per questioni pregresse. Ho l’impressione che ci sia anche chi è felice per tanta impasse. Non si capisce che se si dovesse dire basta, si vanificano tanti sacrifici di chi per la società ha dato in passato davvero tanto. Vuol dire che la grave crisi che ha colpito tutti, per noi è davvero più grande di quanto si possa credere se stavolta darà il colpo mortale al Calangianus calcio».
Il tempo scorre e occorre trovare una soluzione. «Non si può pretendere – precisa il sindaco Albieri – che gli amministratori portino avanti la società. Noi abbiamo fatto già abbastanza. Il compito spetta ad altri. Questo disinteresse mi preoccupa perché è sinonimo di un grave malessere di fondo della comunità intera. Si deve prenderne atto e reagire».
Pietro Zannoni
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