Juve, partenza lenta forma e difesa i dubbi per la Supercoppa
La squadra di Allegri vuole vincere subito per dimenticare Sostituire Bonucci si sta rivelando più difficile del previsto
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TORINO. Nel calcio d’agosto i risultati contano poco e spesso i giudizi sono destinati a sciogliersi al sole. «E-state», canterebbe Francesco Gabbani. Eppure qualche indicazione la danno anche le amichevoli. E, alle volte, possono servire per intervenire dove occorre. Il discorso vale anche per la Juventus, reduce dalla sconfitta contro il Tottenham ad una settimana da quella Supercoppa su cui, dopo la sconfitta di Doha contro il Milan, vuole rimettere le mani.
Se la condizione, ancora lontana, non preoccupa, qualche campanello d’allarme deve essere suonato nello staff di mister Allegri per i troppi gol subiti. Ed anche l’attacco sembra ancora lontano parente delle cinque stelle dell’anno scorso. «Prendiamo gol sempre allo stesso modo, perdendo il pallone o in azione di contropiede», ha osservato Allegri dopo il 2-0 di Wembley.
Sostituire Bonucci si sta rivelando più difficile del previsto: la Juve ha subito almeno una rete in tutte le partite finora disputate. Sette gol in quattro gare, troppi, «perché alla fine il campionato italiano lo vince chi ne subisce di meno», ha ricordato il tecnico. Il che vuol dire maggiore attenzione davanti a Buffon, finora l’unico della retroguardia a non avere tradito le aspettative. Rugani deve crescere e, a guardare come ha perso Kane sull’1-0 del Tottenham, sembra ci stia mettendo più del previsto. Con Barzagli alle prese con qualche acciacco e Benatia usato a intermittenza, l’unica certezza sembra essere Chiellini, ma gli infortuni degli ultimi anni potrebbero spingere la dirigenza a tutelarsi con un nuovo acquisto. Dal mercato dovrebbe arrivare anche un centrocampista, forse il francese Matuidi, anche se non si mollano le piste Emre Can e N'Zonzi. Lemina (Southampton) e Rincon (Valenzia) dovrebbero fargli spazio in un reparto già rinforzato con l'arrivo della promessa Bentancur. Aspettando Keita, dopo l’addio forzato a Schick, l'attacco attende di scoprire il vero Douglas Costa. «È la prima partita che giocava dall’inizio, è arrivato all’ultimo e ha viaggiato molto», lo ha difeso Allegri dopo la gara con Tottenham.
Ma in una squadra votata ad attaccare il brasiliano deve capire che è necessario sacrificarsi anche in copertura. Dybala, il migliore del reparto fino ad ora, può aiutarlo. E lo stesso possono fare Mandzukic e Higuain, che con i loro fisici imponenti sono ancora alla ricerca della forma migliore. Da domani si fa sul serio, tra una settimana c'è la Supercoppa contro la Lazio. E vincere subito un trofeo potrebbe aiutare ad archiviare una volta per tutte i fantasmi di Cardiff.
Se la condizione, ancora lontana, non preoccupa, qualche campanello d’allarme deve essere suonato nello staff di mister Allegri per i troppi gol subiti. Ed anche l’attacco sembra ancora lontano parente delle cinque stelle dell’anno scorso. «Prendiamo gol sempre allo stesso modo, perdendo il pallone o in azione di contropiede», ha osservato Allegri dopo il 2-0 di Wembley.
Sostituire Bonucci si sta rivelando più difficile del previsto: la Juve ha subito almeno una rete in tutte le partite finora disputate. Sette gol in quattro gare, troppi, «perché alla fine il campionato italiano lo vince chi ne subisce di meno», ha ricordato il tecnico. Il che vuol dire maggiore attenzione davanti a Buffon, finora l’unico della retroguardia a non avere tradito le aspettative. Rugani deve crescere e, a guardare come ha perso Kane sull’1-0 del Tottenham, sembra ci stia mettendo più del previsto. Con Barzagli alle prese con qualche acciacco e Benatia usato a intermittenza, l’unica certezza sembra essere Chiellini, ma gli infortuni degli ultimi anni potrebbero spingere la dirigenza a tutelarsi con un nuovo acquisto. Dal mercato dovrebbe arrivare anche un centrocampista, forse il francese Matuidi, anche se non si mollano le piste Emre Can e N'Zonzi. Lemina (Southampton) e Rincon (Valenzia) dovrebbero fargli spazio in un reparto già rinforzato con l'arrivo della promessa Bentancur. Aspettando Keita, dopo l’addio forzato a Schick, l'attacco attende di scoprire il vero Douglas Costa. «È la prima partita che giocava dall’inizio, è arrivato all’ultimo e ha viaggiato molto», lo ha difeso Allegri dopo la gara con Tottenham.
Ma in una squadra votata ad attaccare il brasiliano deve capire che è necessario sacrificarsi anche in copertura. Dybala, il migliore del reparto fino ad ora, può aiutarlo. E lo stesso possono fare Mandzukic e Higuain, che con i loro fisici imponenti sono ancora alla ricerca della forma migliore. Da domani si fa sul serio, tra una settimana c'è la Supercoppa contro la Lazio. E vincere subito un trofeo potrebbe aiutare ad archiviare una volta per tutte i fantasmi di Cardiff.
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