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Filippo fa l’impresa e vola in semifinale

di Mario Carta
Filippo fa l’impresa e vola in semifinale

Tortu, il più giovane fra tutti gli iscritti ai 200, è terzo in batteria (20”59) e domani cercherà di migliorarsi ancora

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SASSARI. Bravo, Filippo Tortu. Bravo e fortunato ma soprattutto bravo. Perché dopo la curva ha avuto un calo ma ha trovato nuove energie per allungare ritmo e falcata e nuove forze per buttarsi un po’ più in là, fino a trovare il centesimo che allunga il suo sogno nei 200 ai mondiali di Londra. 20”59, terzo e in semifinale.

Un grande, grandissimo risultato per il vicecampione mondiale juniores, ancora una volta unico bianco nella sua batteria, dove mancava (e qui entra la fortuna) il botswanese Makwala, accreditato del miglior tempo (19”77) ma deciso a puntare tutto sul giro di pista. Passavano i primi tre, più i tre migliori tempi fra tutti gli esclusi e la quinta batteria, quella del diciannovenne sardo nato a Milano, non è stata la più veloce. Anzi. La promessa azzurra ha chiuso terzo in 20.59 (vento -0.6). Ha vinto Siame in 20.29 (Zambia) su Greaux (20.48, Trinidad). E appena un centesimo dietro Tortu, il giamaicano Weir, bronzo olimpico a Londra 2012.

«Volevo il personale», le prime parole di Filippo al microfono di Raisport. Concentrato, dopo essersi presentato – bene – al mondo della grande atletica. «Quando ho visto il tempo del vincitore ero arrabbiato perché, punto A: non avevo fatto il personale e, punto B: pensavo di essere quarto». E una volta che gli hanno detto del suo centesimo in meno ha esultato, braccia al cielo. Domani alle 20.55 si giocherà tutto in semifinale. «Mi sono imbarcato nella prima parte, poi ho cercato di restare composto – ha rivissuto la prova –. Mi prendono in giro perché nel finale mi butto ma ora non lo faranno più. Sì, ora mi aspetta la finale. La finale, perché per me la mia finale è la semifinale – ha proseguito, considerando il suo personale di 20”34 –, ma volevo migliorarmi. L’obiettivo è questo e adesso ho una possibilità in più per provarci. Ora guarderò la gara con il mio allenatore, cioé mio padre Salvino, per capire cosa correggere, e ci proverò. Poi, sì, sono contento, non al cento per cento ma quasi – si è rinfrancato, riuscendo a sorridere una volta calata la tensione –. E’ vero, sognavo il confronto con Usain Bolt ma se lo avessi trovato nella batteria sarei andato subito a casa – ha scherzato ancora –, quindi meglio così».

Domani sera si sale di livello. Con un Tortu che avrà “rotto” l’emozione, non più esordiente ai mondiali ma alla seconda sfida. Ieri ha fatto il 24° tempo totale, mettendosi dietro ben 21 dei suoi 45 avversari. Forte della sua classe e della sua freschezza, che messe insieme tanto bene promettono. Filippo con i suoi 19 anni è il più giovane atleta della squadra italiana, e ieri era anche il più giovane fra tutti gli iscritti ai 200. Non male, la semifinale ai mondiali. Da correre ancora una volta verso traguardi sempre più importanti.

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