“Mister contratti” spiega il mercato rossoblù
Intervista all’avvocato Porzio, l’uomo che certifica la regolarità delle operazioni del club di Giulini
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CAGLIARI. «Isla? Il momento più delicato col Fenerbahçe è coinciso con la scelta del giocatore di dare al Cagliari, per liberarsi dal contratto, un indennizzo che a noi andasse bene». Pane e codici, diritto e pallone. Alberto Porzio macina titoli giuridici (Bocconi, master e altro) e mette al sicuro mosse e pezzi pregiati del Cagliari di Giulini. Amico del patron fin dall'università, il legale cura gli aspetti normativi della società rossoblù. Contratti, revisioni, pareri. Nell'era dei 500 milioni di euro per Neymar chi trascura questi aspetti, viene triturato dal sistema. «Isla aveva altri due anni di contratto. Era di rilievo per il club, disfarsene ha richiesto cautela e l'esame degli aspetti legali. Quando il general manager del Fenerbahçe, Hasan Cetinkaya, ha chiamato a Istanbul me e Carlo Catte (ad rossoblù), abbiamo capito che l'intesa era possibile. Poi, dopo un duro scontro, un thé con vista sul Bosforo, abbiamo chiuso l'affare».
Tre amichevoli con i turchi: dopo quella di lunedì, quando si giocano le altre?
«Alla Sardegna Arena, tra il 1° e il 10 agosto 2018 e 2019».
Dettagli legali, qual è l'altro "caso" estivo?
«Nessun caso ma la trattativa su Romagna, curata da Giovanni Rossi, con gli agenti Montipò e Tinti, ha richiesto un mio intervento nella fase finale».
Problemi legali per gli addii di Ibarbo e Bruno Alves?
«No, per Ibarbo tutto ok, su Alves ha chiuso il presidente».
Tre anni al Cagliari, quale operazione è stata particolare?
«Quella su Nainggolan. Lo seguivano altre squadre. Lo ridarei sempre alla Roma: l'operazione più coerente».
Ma Astori non doveva andare al Napoli?
«Sì, ma c'era un problema di sponsorizzazione tecnica personale. Ed è andato alla Fiorentina».
Cop va al Fenerbahçe?
«La domanda va girata a Giovanni Rossi».
Cos'è successo per le fidejussioni di Bonucci e Biglia?
«Tempi tecnici: con il cambio di proprietà al Milan le banche italiane hanno fatto qualche verifica in più».
Ma i procuratori sono causa di tutti i mali?
«Le regole poco precise non li aiutano. Alcuni sono professionali, attenti e preparati, altri ne approfittano».
A Crotone avete incontrato Beltrami, agente di Ionita e Barella. Bolle qualcosa in pentola?
«No. Alessandro è un amico. Preparato, leale e corretto».
Perché la Lega è una polveriera?
«Un grande condominio difficile da gestire, con logiche dettate da storia e retaggio del calcio italiano. Servirebbe un obiettivo comune lasciando da parte interessi propri».
M.F.
Tre amichevoli con i turchi: dopo quella di lunedì, quando si giocano le altre?
«Alla Sardegna Arena, tra il 1° e il 10 agosto 2018 e 2019».
Dettagli legali, qual è l'altro "caso" estivo?
«Nessun caso ma la trattativa su Romagna, curata da Giovanni Rossi, con gli agenti Montipò e Tinti, ha richiesto un mio intervento nella fase finale».
Problemi legali per gli addii di Ibarbo e Bruno Alves?
«No, per Ibarbo tutto ok, su Alves ha chiuso il presidente».
Tre anni al Cagliari, quale operazione è stata particolare?
«Quella su Nainggolan. Lo seguivano altre squadre. Lo ridarei sempre alla Roma: l'operazione più coerente».
Ma Astori non doveva andare al Napoli?
«Sì, ma c'era un problema di sponsorizzazione tecnica personale. Ed è andato alla Fiorentina».
Cop va al Fenerbahçe?
«La domanda va girata a Giovanni Rossi».
Cos'è successo per le fidejussioni di Bonucci e Biglia?
«Tempi tecnici: con il cambio di proprietà al Milan le banche italiane hanno fatto qualche verifica in più».
Ma i procuratori sono causa di tutti i mali?
«Le regole poco precise non li aiutano. Alcuni sono professionali, attenti e preparati, altri ne approfittano».
A Crotone avete incontrato Beltrami, agente di Ionita e Barella. Bolle qualcosa in pentola?
«No. Alessandro è un amico. Preparato, leale e corretto».
Perché la Lega è una polveriera?
«Un grande condominio difficile da gestire, con logiche dettate da storia e retaggio del calcio italiano. Servirebbe un obiettivo comune lasciando da parte interessi propri».
M.F.
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