Tempio, una sconfitta senza rivincite
La squadra gallurese cancellata dal campionato di Promozione, tifosi sul piede di guerra: «Era prevedibile, però...»
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TEMPIO. “Cronaca di una morte annunciata” ci sarebbe da dire ricordando il titolo di un famoso libro di Garcia Marquez. Ma nonostante in tanti avessero già perso le speranze, la delusione ieri era davvero palpabile in città. Il Tempio non è stato iscritto al campionato di Promozione regionale. La società ha presentato la domanda ma non ha completato le pratiche e, soprattutto, non ha versato il bonifico previsto dai regolamenti federali. Il risultato è pesantissimo per il calcio gallurese. I galletti spariscono dai radar della Federcalcio e dovranno ricominciare, se ne avranno la forza, dal gradino più basso dei campionati regionali. Una mazzata per chi si era illuso che si potesse comunque trovare una soluzione e per i tifosi di una squadra che ha vissuto stagioni importanti. A tutti ha dato fastidio il modo in cui la squadra è stata cancellata dal calcio isolano e la mancanza di chiarezza dei vertici societari.
«La gente c’è rimasta male – ha commentato Paoletto Cossu, noto barista, ex calciatore e mister dei galletti –. Ha perso qualcosa di rappresentativo ed importante, ed ora non avrà più la possibilità di andare al Nino Manconi la domenica pomeriggio. Ci abbiamo perso tutti e i tifosi tempiesi, dal più giovane al più vecchio, sono veramente seccati». Maurizio Sanna ex accompagnatore della squadra di cui era l'appassionato fotografo ufficiale, è davvero giù di tono. «Per tanti ragazzi – spiega – il Tempio ed il calcio erano una grande passione. Tutti sono molto delusi, sono infatti cresciuti in una squadra che ora non c’è più. Una squadra scomparsa in modo quasi folle. Ora mi auguro che nessuno di loro abbandoni il calcio, perché questi ragazzi hanno perso un punto di riferimento. Ed il calcio ha una funzione sociale importante. Abbiamo tutti delle colpe, soprattutto noi tempiesi, che dovevamo farci rispettare di più». Molto deluso anche Mario Manconi “Barranco”. «Mi dispiace dirlo – ha commentato con la sua tradizionale ironia – ma da quando non sono più al Tempio tutto è andato storto. Prima con Ninni Corda, adesso con Pallotta. Purtroppo le colpe sono tante, mi aspettavo però un maggior interessamento da parte dei nostri politici. Con tutto il rispetto per gli altri, a Tempio abbiamo ben altra storia calcistica di Oschirese e Gonnosfanadiga. Siamo tutti delusi, perché adesso non avremo più la possibilità di rivederci allo stadiola domenica per tifare per la nostra squadra. Ora ci restano solo il Carnevale e la Festa della Paddha».
Infine ecco l’opinione dell’assessore allo sport Gianni Addis. “Purtroppo – ha evidenziato – era una situazione ipotizzabile alla luce di quanto fatto vedere da questo gruppo dirigente che ha sempre disatteso i suoi impegni. Ero dubbioso che arrivasse il bonifico di iscrizione, e così alla fine è stato. Questa situazione ha origine da errori del passato, anche recente, di cui qualcuno deve dare ammenda. Dobbiamo ripartire da zero liberi da tutte queste scorie degli ultimi tempi, con una società nuova fatta di soli tempiesi. Il Comune è pronto ed è disponibile a dialogare e ad appoggiare nuove iniziative di persone serie. Credo si ripartirà dalla seconda categoria con la Civitas. Ora non ci resta che aspettare gli eventi».
Marco Giordo
«La gente c’è rimasta male – ha commentato Paoletto Cossu, noto barista, ex calciatore e mister dei galletti –. Ha perso qualcosa di rappresentativo ed importante, ed ora non avrà più la possibilità di andare al Nino Manconi la domenica pomeriggio. Ci abbiamo perso tutti e i tifosi tempiesi, dal più giovane al più vecchio, sono veramente seccati». Maurizio Sanna ex accompagnatore della squadra di cui era l'appassionato fotografo ufficiale, è davvero giù di tono. «Per tanti ragazzi – spiega – il Tempio ed il calcio erano una grande passione. Tutti sono molto delusi, sono infatti cresciuti in una squadra che ora non c’è più. Una squadra scomparsa in modo quasi folle. Ora mi auguro che nessuno di loro abbandoni il calcio, perché questi ragazzi hanno perso un punto di riferimento. Ed il calcio ha una funzione sociale importante. Abbiamo tutti delle colpe, soprattutto noi tempiesi, che dovevamo farci rispettare di più». Molto deluso anche Mario Manconi “Barranco”. «Mi dispiace dirlo – ha commentato con la sua tradizionale ironia – ma da quando non sono più al Tempio tutto è andato storto. Prima con Ninni Corda, adesso con Pallotta. Purtroppo le colpe sono tante, mi aspettavo però un maggior interessamento da parte dei nostri politici. Con tutto il rispetto per gli altri, a Tempio abbiamo ben altra storia calcistica di Oschirese e Gonnosfanadiga. Siamo tutti delusi, perché adesso non avremo più la possibilità di rivederci allo stadiola domenica per tifare per la nostra squadra. Ora ci restano solo il Carnevale e la Festa della Paddha».
Infine ecco l’opinione dell’assessore allo sport Gianni Addis. “Purtroppo – ha evidenziato – era una situazione ipotizzabile alla luce di quanto fatto vedere da questo gruppo dirigente che ha sempre disatteso i suoi impegni. Ero dubbioso che arrivasse il bonifico di iscrizione, e così alla fine è stato. Questa situazione ha origine da errori del passato, anche recente, di cui qualcuno deve dare ammenda. Dobbiamo ripartire da zero liberi da tutte queste scorie degli ultimi tempi, con una società nuova fatta di soli tempiesi. Il Comune è pronto ed è disponibile a dialogare e ad appoggiare nuove iniziative di persone serie. Credo si ripartirà dalla seconda categoria con la Civitas. Ora non ci resta che aspettare gli eventi».
Marco Giordo
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