Rastelli affida le chiavi del Cagliari a Luca Cigarini
di Mario Frongia
Il regista rossoblù eredita un ruolo affascinante ma delicato «So che per me comincia una stagione fondamentale»
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CAGLIARI. Al suo posto in cabina di regia, ci hanno provato in tanti. E Luca Cigarini ne è consapevole. Ha curriculum e testa per sapere che si tratta di un ruolo nevralgico. Delicato e di pregio al tempo stesso. Play basso, metronomo, sulla sedia del "ciak, si gira", chiamato in vari modi. Ma la sostanza non cambia. Rastelli ha affidato a Cigarini chiavi e password del centrocampo del Cagliari. Con Barella e Ionita al fianco. Più Dessena, Padoin, Faragò, Deiola e qualcuno con lo skill adatto che potrebbe arrivare da qui al 31 agosto, pronti all'uso.
Maglia 8, classe '86, la mezzala di Montecchio Emilia ha indossato le maglie di Atalanta, Parma, Napoli, Siviglia. Conosce rischi e avvertenze del caso: sei la bussola di una squadra che deve salvarsi. Se sprechi un pallone, sbagli un'interdizione o rallenti la giocata, puoi condannare i tuoi compagni. Devi dare il top con Juve o Napoli, ma sei obbligato a fare ancora meglio con Benevento o Crotone, dirette concorrenti per non retrocedere. Al via, appena concluso il trasferimento dalla Sampdoria, è stato fondamentale il colloquio con l'allenatore del Cagliari: «Il mister mi ha convinto, questa è per me una stagione fondamentale. Ho imparato di più in un anno senza giocare a Genova che in tanti campionati da titolare» le parole del centrocampista alla firma del contratto.
L'annata in casa doriana, con Torreira che ha conquistato il cuore di Marco Giampaolo, soffiandogli il posto, è in archivio. Adesso, ci sono i colori rossoblù. «Luca, ha tempi di gioco, visione, tecnica e agonismo. In più sta mostrando intesa e motivazioni giuste per darci una mano. Sarà un giocatore molto importante» la replica di Rastelli.
Al Cagliari, almeno negli ultimi tre anni, la storia è una trama noir con vari colpi di scena. Al primo anno di Giulini, Zeman parte con Conti. Poi, lancia Crisetig. Andrà così anche con Zola e Festa. Posizione maledetta, specie se nel modulo a tre, le mezze ali non sono doc per gamba, ripiegamento e intelligenza tattica. Per capirci, quella squadra non ha più Nainggolan, Ekdal o Biondini. Rastelli in B ha due pedine di buon livello per ruolo. In regia, Di Gennaro e Fossati, più Colombatto in Coppa e Munari in extremis. Tutto fila liscio, i Quattro mori tornano in A a furia di record. Da neopromossi il film cambia. Tra cadetti e massima serie la differenza è enorme: non basta piede e ingegno. Il Cagliari paga dazio al centro per chili e centimetri, personalità e, soprattutto, continuità agonistica. Partito Fossati, tocca a Di Gennaro, Tachtsidis, Barella, Deiola e Padoin. Si va a corrente alternata ma non male, dato che si chiude undicesimi con 14 vittorie.
E siamo al dunque. Luca Cigarini è crocevia della manovra del Cagliari. Partito col segno più, è atteso dai tifosi per contribuire a blindare la salvezza in casa. Con mestiere, cuore e anima. I carruggi di Genova e Marassi sono lontani. I vicoli della Marina e di Castello, con La Sardegna Arena a pochi minuti, molto più vicini. Adesso tocca a lui dimostrare la fiducia di mister e società è meritata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Maglia 8, classe '86, la mezzala di Montecchio Emilia ha indossato le maglie di Atalanta, Parma, Napoli, Siviglia. Conosce rischi e avvertenze del caso: sei la bussola di una squadra che deve salvarsi. Se sprechi un pallone, sbagli un'interdizione o rallenti la giocata, puoi condannare i tuoi compagni. Devi dare il top con Juve o Napoli, ma sei obbligato a fare ancora meglio con Benevento o Crotone, dirette concorrenti per non retrocedere. Al via, appena concluso il trasferimento dalla Sampdoria, è stato fondamentale il colloquio con l'allenatore del Cagliari: «Il mister mi ha convinto, questa è per me una stagione fondamentale. Ho imparato di più in un anno senza giocare a Genova che in tanti campionati da titolare» le parole del centrocampista alla firma del contratto.
L'annata in casa doriana, con Torreira che ha conquistato il cuore di Marco Giampaolo, soffiandogli il posto, è in archivio. Adesso, ci sono i colori rossoblù. «Luca, ha tempi di gioco, visione, tecnica e agonismo. In più sta mostrando intesa e motivazioni giuste per darci una mano. Sarà un giocatore molto importante» la replica di Rastelli.
Al Cagliari, almeno negli ultimi tre anni, la storia è una trama noir con vari colpi di scena. Al primo anno di Giulini, Zeman parte con Conti. Poi, lancia Crisetig. Andrà così anche con Zola e Festa. Posizione maledetta, specie se nel modulo a tre, le mezze ali non sono doc per gamba, ripiegamento e intelligenza tattica. Per capirci, quella squadra non ha più Nainggolan, Ekdal o Biondini. Rastelli in B ha due pedine di buon livello per ruolo. In regia, Di Gennaro e Fossati, più Colombatto in Coppa e Munari in extremis. Tutto fila liscio, i Quattro mori tornano in A a furia di record. Da neopromossi il film cambia. Tra cadetti e massima serie la differenza è enorme: non basta piede e ingegno. Il Cagliari paga dazio al centro per chili e centimetri, personalità e, soprattutto, continuità agonistica. Partito Fossati, tocca a Di Gennaro, Tachtsidis, Barella, Deiola e Padoin. Si va a corrente alternata ma non male, dato che si chiude undicesimi con 14 vittorie.
E siamo al dunque. Luca Cigarini è crocevia della manovra del Cagliari. Partito col segno più, è atteso dai tifosi per contribuire a blindare la salvezza in casa. Con mestiere, cuore e anima. I carruggi di Genova e Marassi sono lontani. I vicoli della Marina e di Castello, con La Sardegna Arena a pochi minuti, molto più vicini. Adesso tocca a lui dimostrare la fiducia di mister e società è meritata.
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