La Nuova Sardegna

Sport

Palmisano salva la faccia degli azzurri

Palmisano salva la faccia degli azzurri

Nella giornata conclusiva la marciatrice pugliese conquista il bronzo nella 20 km: è l’unica medaglia per l’Italia

3 MINUTI DI LETTURA





LONDRA. La medaglia che tanto sognava è arrivata: Antonella Palmisano è bronzo nella 20km di marcia ai campionati del mondo di Londra in 1h26’36”, primato personale demolito di 1 minuto e 15 secondi e seconda prestazione italiana di tutti i tempi. Ma la medaglia arrivata nella giornata conclusiva della kermesse iridata è anche l’unica per la truppa azzurra, che torna a casa con un bilancio a dir poco disastroso e, di fatto, con un solo altro protagonista capace di andare oltre le righe: Filippo Tortu.

La medaglia di Antonella Palmisano permette dunque all’Italia di salvare parzialmente la faccia. Oro alla cinese Yang Jiayu in 1h26’18” davanti alla messicana Maria Gonzalez (1h26:19), argento come a Rio 2016 dove la Palmisano, 26 anni, originaria della provincia di Taranto era finita ai piedi del podio. Bloccata, invece, dai giudici in dirittura d'arrivo l'altra cinese Lyu Xiuzhi, mentre viaggiava in terza posizione, ma già con il fardello di tre proposte di squalifica.

Antonella è la marciatrice con il fiore in testa. Anche ieri sul viale di The Mall, in una calda mattinata di sole, l'azzurra indossava il fermaglio preparato come sempre da mamma Maria. Una stagione fantastica il 2017 del talento sbocciato nell’Atletica Don Milani di Tommaso Gentile e che a maggio aveva trionfato in Coppa Europa a Podebrady. In precedenza aveva migliorato a 41:57’29 il record nazionale dei 10.000 metri in pista, non lontana del primato del mondo sulla distanza. Ieri mattina a Londra è, invece, arrivata a 19 secondi dal record italiano della 20km di Eleonora Giorgi. «Ho sognato tanto questa medaglia, finalmente! – ha detto a caldo –. Sono partita con il progetto di essere protagonista, di stare lì davanti con le migliori al mondo e ci ho creduto fino in fondo. Nel primo giro ci controllavamo a vicenda, ma io ho guardato le mie avversarie e ho pensato: questa è la mia giornata, rimarrò davanti fino alla fine».

Palmisano 10 e lode? «In realtà no, ho un dispiacere, ed è quello di non essere riuscita a combattere ad armi pari durante l’ultimo giro. Ho perso terreno, il mio cambio di ritmo finale, anche se ci stiamo già lavorando, ancora non è come lo vorrei. La prima accelerazione, intorno al 15° chilometro, mi ha trovata pronta e ho avuto buone sensazioni. Siamo rimaste in cinque, poi al 18° chilometro c’è stato un altro strappo ma lì io sono rimasta indietro. A quel punto non controllavo più le gambe e le braccia erano irrigidite, ho pensato di aver perso il podio, ma davanti evidentemente non marciavano correttamente. Faccio una promessa a me stessa: la prossima volta resterò lì a combattere».

Quando ha realizzato che c’era una medaglia, e che era di bronzo? «A venti metri dal traguardo, quando ho visto la paletta rossa diretta alla cinese Lyu Xiuzhi. Fino a quel momento nella mia testa rimbombava il suono di un’altra medaglia di legno. È stata una gran bella sorpresa e una gioia improvvisa». Quinta a Pechino 2015; quarta a Rio 2016; terza a Londra 2017. Segui una logica? «Vorrebbe dire arrivare pronta per Tokyo, fra tre anni – conclude l’azzurra –. Oggi mi sono migliorata di 1:15, ma io non avevo mai guardato il cronometro e l’ho saputo dopo l’arrivo. È stata un’altra sorpresa, non pensavo di aver fatto PB e di essere andata così forte».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative