La Nuova Sardegna

Sport

Rastelli: «È un Cagliari che concede poco»

Rastelli: «È un Cagliari che concede poco»

Il mister soddisfatto della qualificazione in Coppa Italia col Palermo. Cragno para-rigori: «Ci ho lavorato con mister Dei»

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. «Abbiamo tenuto bene, faccio i complimenti alla squadra». Massimo Rastelli si gode l'attimo. La pratica Palermo è liquidata: sabato i rossoblù hanno vinto per 5-3 dopo i calci di rigore (1-1 dopo il 90’ e i supplementari) nel match di Coppa Italia giocato a Torino in attesa del varo del Sardegna Arena. «Un'ottima gara, contro una squadra che l'anno scorso era in serie A. Non era facile, hanno chiuso bene ogni spazio». L'allenatore del Cagliari allarga lo scenario. «Abbiamo tenuto bene il campo, siamo andati in vantaggio, avremmo anche potuto raddoppiare, poi per un episodio è arrivato il gol del pareggio», spiega.

Il passo falso di Faragò, peraltro uno dei migliori – assopitosi fino a farsi rubare la palla da Aleesami, cross del norvegese e stoccata dell'1-1 di La Gumina – ha riaperto i giochi. Rastelli tira dritto: «Anche nei supplementari abbiamo avuto un paio di buone occasioni, penso a Farias nel finale. Mentre non abbiamo praticamente concesso nulla ai nostri avversari. La squadra ha fatto quel che doveva fare. Certo, può darsi che non siamo ancora una macchina perfetta, ci sono state qua e là piccole sbavature, ma si giocava appena il 12 agosto». Messaggio nitido: «Con la serenità data dai risultati e con la disponibilità del gruppo, lavoreremo per migliorare». Rastelli riannoda il filo: «I ragazzi hanno lottato su ogni pallone, dove non sono arrivati con il fisico, ci sono andati con la testa. Non hanno lesinato energie, trovando gli stimoli e le energie per fare bene. Certo, manca ancora la freschezza e un pizzico di incisività negli ultimi venti metri, ma le indicazioni positive sono state tante. Abbiamo passato il turno: altre squadre di A hanno subìto sconfitte cocenti».

Dal tecnico ad Alessio Cragno. Il portiere si è fatto trovare pronto: ottimo su un cross deviato da Pisacane. Poi, ha parato il secondo rigore dei siciliani ad Aleesami. «Mi fa piacere, ho dato una mano alla per la qualificazione al quarto turno. Abbiamo creato tanto ma non siamo riusciti a concretizzare». Il numero 28 taglia corto: «Il Palermo ha avuto poche occasioni, oltre al gol solo la punizione di Jajalo nei supplementari. Può capitare in una gara di subire gli avversari. Ma abbiamo corso dal 1' al 120', la strada è giusta». Alessio Cragno si sofferma sul rigore parato. «Fa parte del lavoro con il mister Dei. Non sempre la fortuna è dalla tua, ma la percentuale di possibilità di neutralizzare un rigore sale se indovini la parte giusta dove viene indirizzato il tiro».

Mercato&Bilancio. Incoraggiante, strutturato, capace di stringere i denti. Il Cagliari passa il turno in Coppa con una base solida costruita dal tecnico sul telaio piazzatosi undicesimo da neopromossa. La terza vittoria in dodici mesi sul Palermo (2-1 al Sant'Elia e 3-1 al Barbera in A) offre vari spunti. Ma qualcosa (finalizzazione, incisività negli ultimi 20 metri, freschezza atletica e continuità) va affinata. Nel post Istanbul Tommaso Giulini ha chiesto tempo. Per i giovani, per i partenti (Salamon e Balzano, non convocati per la Tim Cup uno tra Giannetti e Cop), per chi rientra da infortuni e deve integrarsi e ritrovare il ritmo gara. Il drone sorvola le fasce: c'è da rimpolpare. I nomi? Biraghi, Rubin, Peluso, Rispoli. Anche i tifosi – incuriositi dal team, nonostante il pari con Brescia e Crotone, e i ko con Olbia e Fenerbahçe – sui social chiedono rinforzi. Per esperienza e carisma, perdere Isla, Alves, Tachtsidis e Di Gennaro non è da poco. Il Cagliari aspetta altri due colpi. Il d.s. Rossi è al lavoro.

Mario Frongia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative