«Grazie Cagliari, grazie Sardegna. Torneremo»
Petrucci, Brunamonti e Perra tracciano un bilancio positivo del ritiro pre-Europei della nazionale
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CAGLARI. «Sono stati quindici giorni intensi, proficui. Non proprio di vacanza anche se piacevolissimi, come sempre a Cagliari e in Sardegna». Il presidente della Federbasket nazionale Gianni Petrucci è stato presentissimo durante l’intero ritiro svolto in Sardegna, e durante le partite che hanno visto l’Italbasket lasciare l’isola imbattuta con Finlandia (due volte) e Turchia, aggiudicandosi il torneo «Sardegna a canestro».
«Veniamo accolti sempre con grande affetto – prosegue Petrucci –, e questo aiuta, insieme a un’organizzazione ad hoc. Anche i giocatori sono rimasti soddisfatti. C’è stato l’intoppo della Nigeria che non si è presentata ma abbiamo rimediato, e la giornata dedicata all’incontro con i tifosi è stata un successo. Bravo il presidente regionale Bruno Perra a inventarla. Torneremo».
«Sono state due settimane molto belle, noi del basket ma tutto lo sport sardo – prosegue Bruno Perra –, deve essere orgoglioso del fatto che una nazionale abbia scelto l’isola per preparare una manifestazione importante come gli Europei. Anche il pubblico ha risposto alla grande nonostante siamo in pieno periodo di vacanze, il mare invogli e ci sia un grande concerto ogni giorno a pochi passi dal PalaPirastu. Ora? Continueremo a lavorare, sempre. Per crescere non ci sono altre strade e la Sardegna nel basket sta crescendo, con la Dinamo Sassari in serie A, la Academy in A2 e Su Stentu in serie B, oltre alle quattro squadre femminili in A2. Non tutte le regioni possono vantarsene. Adesso arriva un po’ di riposo, poi il torneo internazionale giovanile e a fine settembre il Città di Cagliari con Dinamo, Torino, Buducnost Podgorica e Asvel Lyon-Villeurbanne. La Sardegna merita il basket ad alto livello».
Un concetto ribadito da Roberto Brunamonti, dirigente della nazionale. Anche lui giudica positiva l’esperienza del gruppo azzurro in Sardegna: «La defezione della Nigeria ci ha creato qualche problema – esordisce –, ma l’abbiamo superato ed è stato un piacere vedere come ci ha accolti Cagliari. La Sardegna ormai nel basket è una realtà. La Dinamo ha coinvolto l’intera regione, alla quale dà un grande lustro, e ora c’è anche la Academy Cagliari in A2. Dopo tanto tempo ritorna il grande basket. Ricordo il Brill, anche se non ci ho mai giocato contro. Ricordo invece un torneo che ho disputato qui al palazzetto di Cagliari. Era il ’72, avevo 16 anni, era appena stata inventata la A2 e giocavo con Rieti. Era estate e al palazzetto faceva un caldo infernale, così hanno spalancato le porte. E si vedeva il mare. Bellissimo. Ora Cagliari torna in A2, ritrova gli americani. Farà bene a tutto il basket, perché il basket merita le grandi città e Cagliari lo è». (mac)
«Veniamo accolti sempre con grande affetto – prosegue Petrucci –, e questo aiuta, insieme a un’organizzazione ad hoc. Anche i giocatori sono rimasti soddisfatti. C’è stato l’intoppo della Nigeria che non si è presentata ma abbiamo rimediato, e la giornata dedicata all’incontro con i tifosi è stata un successo. Bravo il presidente regionale Bruno Perra a inventarla. Torneremo».
«Sono state due settimane molto belle, noi del basket ma tutto lo sport sardo – prosegue Bruno Perra –, deve essere orgoglioso del fatto che una nazionale abbia scelto l’isola per preparare una manifestazione importante come gli Europei. Anche il pubblico ha risposto alla grande nonostante siamo in pieno periodo di vacanze, il mare invogli e ci sia un grande concerto ogni giorno a pochi passi dal PalaPirastu. Ora? Continueremo a lavorare, sempre. Per crescere non ci sono altre strade e la Sardegna nel basket sta crescendo, con la Dinamo Sassari in serie A, la Academy in A2 e Su Stentu in serie B, oltre alle quattro squadre femminili in A2. Non tutte le regioni possono vantarsene. Adesso arriva un po’ di riposo, poi il torneo internazionale giovanile e a fine settembre il Città di Cagliari con Dinamo, Torino, Buducnost Podgorica e Asvel Lyon-Villeurbanne. La Sardegna merita il basket ad alto livello».
Un concetto ribadito da Roberto Brunamonti, dirigente della nazionale. Anche lui giudica positiva l’esperienza del gruppo azzurro in Sardegna: «La defezione della Nigeria ci ha creato qualche problema – esordisce –, ma l’abbiamo superato ed è stato un piacere vedere come ci ha accolti Cagliari. La Sardegna ormai nel basket è una realtà. La Dinamo ha coinvolto l’intera regione, alla quale dà un grande lustro, e ora c’è anche la Academy Cagliari in A2. Dopo tanto tempo ritorna il grande basket. Ricordo il Brill, anche se non ci ho mai giocato contro. Ricordo invece un torneo che ho disputato qui al palazzetto di Cagliari. Era il ’72, avevo 16 anni, era appena stata inventata la A2 e giocavo con Rieti. Era estate e al palazzetto faceva un caldo infernale, così hanno spalancato le porte. E si vedeva il mare. Bellissimo. Ora Cagliari torna in A2, ritrova gli americani. Farà bene a tutto il basket, perché il basket merita le grandi città e Cagliari lo è». (mac)
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