Bis italiano alla Vuelta con Trentin
Quarta tappa decisa in volata, Fabio Aru col gruppo non corre rischi. Oggi il primo arrivo in salita
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TARRAGONA. Per il secondo giorno la Vuelta parla italiano. Dopo l'acuto di lunedì di Vincenzo Nibali ad Andorra, ieri è stata la volta di Matteo Trentin mettere tutti in fila sul traguardo di Tarragona, in una delle poche occasioni che la massima corsa a tappe spagnola riserva ai velocisti in questa edizione a tutta montagna. Nessun problema per Chris Froome che ha mantenuto la maglia rossa di leader della classifica. In classifica generale non cambia niente anche per Fabio Aru, che ieri nel finale ha corso nelle prime posizioni per evitare cadute, protetto dalla squadra.
La quarta frazione, partita da Escaldes-Engordany, riportava il gruppo in territorio iberico giungendo dopo 198 chilometri nella città che ospiterà il prossimo anno i Giochi del Mediterraneo. Disputata a buon ritmo nonostante le temperature intorno ai 30 gradi, la tappa è stata caratterizzata dalla fuga, partita al sesto chilometro, dei francesi Johan Le Bon e Stephane Rossetto, del colombiano Juan Felipe Osorio, dello spagnolo Diego Rubio e dell'australiano Nicolas Schultz. I cinque hanno avuto fino a un vantaggio di 7 minuti sul gruppo.
A 69 km dal traguardo, poco prima dell'Alto di Belltall, gran premio della montagna di terza categoria e unica asperità della giornata, Rossetto e Rubio sono scattati transitando in vetta con un vantaggio di 1'50” su Osorio e 4'55” su Le Bon e Schultz.
Nella discesa il gruppo, tirato dagli uomini della Lotto Soudal, della Quick-Step Floors e della Aqua Blue Sport, ha reagito; a 50 km dal traguardo ha riassorbito Osorio, Rubio e Schultz e a 8 km ha raggiunto anche Rossetto e Rubio.
Inevitabile quindi il volatone finale, prima del quale vi sono state diverse cadute tra cui quella di Domenico Pozzovivo, che vede il successo a braccia alzate di Trentin davanti a Lobato e van Asbroeck.
«Desideravo tanto una vittoria perchè mi sento molto forte in quest'ultima parte di stagione», ha commentato Trentin. «Dopo la caduta che mi ha messo fuori gioco al Tour volevo venire qui e vincere una tappa alla Vuelta. Due giorni fa abbiamo fatto un lavoro molto intelligente per ottenere la vittoria con Yves Lampaert. Oggi abbiamo deciso che era il mio momento. I miei compagni sono stati incredibili abbiamo avuto un po’ di aiuto all'inizio ma quando le cose sono impazzite ci siamo messi a tirare tutti quanti. Il prossimo anno - ha concluso Trentin - cambierò squadra però ho vinto con la Quick Step al Giro, al Tour e ora alla Vuelta, per questo motivo sono molto orgoglioso di questi risultati».
Oggi è in programma la quinta tappa, 175,7 km da Benicassim a Alcossebre che presenta diverse asperità e l'arrivo in salita.
La quarta frazione, partita da Escaldes-Engordany, riportava il gruppo in territorio iberico giungendo dopo 198 chilometri nella città che ospiterà il prossimo anno i Giochi del Mediterraneo. Disputata a buon ritmo nonostante le temperature intorno ai 30 gradi, la tappa è stata caratterizzata dalla fuga, partita al sesto chilometro, dei francesi Johan Le Bon e Stephane Rossetto, del colombiano Juan Felipe Osorio, dello spagnolo Diego Rubio e dell'australiano Nicolas Schultz. I cinque hanno avuto fino a un vantaggio di 7 minuti sul gruppo.
A 69 km dal traguardo, poco prima dell'Alto di Belltall, gran premio della montagna di terza categoria e unica asperità della giornata, Rossetto e Rubio sono scattati transitando in vetta con un vantaggio di 1'50” su Osorio e 4'55” su Le Bon e Schultz.
Nella discesa il gruppo, tirato dagli uomini della Lotto Soudal, della Quick-Step Floors e della Aqua Blue Sport, ha reagito; a 50 km dal traguardo ha riassorbito Osorio, Rubio e Schultz e a 8 km ha raggiunto anche Rossetto e Rubio.
Inevitabile quindi il volatone finale, prima del quale vi sono state diverse cadute tra cui quella di Domenico Pozzovivo, che vede il successo a braccia alzate di Trentin davanti a Lobato e van Asbroeck.
«Desideravo tanto una vittoria perchè mi sento molto forte in quest'ultima parte di stagione», ha commentato Trentin. «Dopo la caduta che mi ha messo fuori gioco al Tour volevo venire qui e vincere una tappa alla Vuelta. Due giorni fa abbiamo fatto un lavoro molto intelligente per ottenere la vittoria con Yves Lampaert. Oggi abbiamo deciso che era il mio momento. I miei compagni sono stati incredibili abbiamo avuto un po’ di aiuto all'inizio ma quando le cose sono impazzite ci siamo messi a tirare tutti quanti. Il prossimo anno - ha concluso Trentin - cambierò squadra però ho vinto con la Quick Step al Giro, al Tour e ora alla Vuelta, per questo motivo sono molto orgoglioso di questi risultati».
Oggi è in programma la quinta tappa, 175,7 km da Benicassim a Alcossebre che presenta diverse asperità e l'arrivo in salita.
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